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Toni: "Alla Serie A servono più dirigenti che sanno fare calcio, altro che Superlega"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca 2025
Oggi alle 11:29Serie A
di Dimitri Conti

Toni: "Alla Serie A servono più dirigenti che sanno fare calcio, altro che Superlega"

L'ex attaccante Luca Toni è stato intervistato dall'edizione odierna di Repubblica sullo stato di salute del calcio italiano, tra la pesante sconfitta dell'Atalanta per 6-1 in Champions League e il playoff per andare ai Mondiali che si para di fronte alla Nazionale di Gattuso. Partendo dal primo tema, dice Toni: "A Monaco investono ciò che incassano. Sento parlare di Superlega e di modi per far entrare più soldi, ma ci vorrebbero più dirigenti che sanno fare calcio. C'è chi si indebita per vincere la Champions, il Bayern ha il bilancio in attivo". Su Atalanta-Bayern nello specifico, aggiunge: "La differenza nei valori è ampia, Palladino non ha voluto snaturare il gioco con i duelli uno contro uno ma contro questo Bayern è dura. Riflettiamo, la Serie A è in difficoltà e il confronto con le corazzate è duro. Le due finali dell'Inter ci hanno illuso". Quindi Toni ripercorre in generale la deludente Champions League vissuta dalle squadre di Serie A: "L'Atalanta ha meno rimpianti di tutte, il 6-1 è pesante ma non può esserci paragone con il Bayern. Non mi è piaciuto il Napoli, brutta Champions per Conte. L'Inter mi ha deluso, la Juventus deve rammaricarsi per l'andata con il Galatasaray". In conclusione, all'ex centravanti che in carriera è stato anche Scarpa d'Oro, è stato chiesto pure della crisi del calcio italiano in generale, con proiezione anche verso la Nazionale: "Bisognerebbe curare di più i settori giovanili: ci sono poche strutture e anche regole sbagliate. Non ci sono più vincoli, per esempio, per i ragazzi dai 12 ai 18 anni. Mio figlio Leonardo ha 12 anni, gioca nel Sassuolo e tra un po' potrei portarlo da un'altra parte, lasciando senza nulla in mano una società che ci ha investito. Il rischio è che si apra il mercato delle famiglie. E poi molti allenatori non sono abbastanza preparati: li pagano poco, sono costretti a fare altri lavori". E ancora: "Il livello della Serie A peggiora, sono sempre meno gli azzurri titolari nelle squadre protagoniste in Europa".