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Simone Pafundi, il pupillo di Roberto Mancini. Rischia l'ennesima stagione in chiaroscuroTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 05:00Nato Oggi...
di Andrea Losapio

Simone Pafundi, il pupillo di Roberto Mancini. Rischia l'ennesima stagione in chiaroscuro

"Prima chiamo Pafundi, poi tutti gli altri: è questo che penso quando faccio la lista dei convocati". Roberto Mancini, da allenatore della Nazionale italiana, ha avuto diverse ispirazioni. Il doppio regista, con Verratti e Jorginho. La difesa a quattro ma che, in realtà, spesso diventava a tre. Tutto sublimato da una striscia irripetibile di risultati utili consecutivi e la vittoria di un Europeo che, forse, solo con la Spagna (e con l'Austria) sembrava potere sfuggire. Poi, sì, anche i problemi della mancata qualificazione, incredibile, con la Svizzera o la Macedonia del Nord, quando le cose già stavano precipitando. Simone Pafundi è stato il simbolo di quanto accaduto dopo. Talento straordinario, che incantava già quattro anni fa in Primavera. Anzi, era già da un anno e mezzo che giocava (molto) sotto età, nonostante un fisico non straordinario. Tutti quanti lo volevano, dal Barcellona al Manchester City. Sembrava l'inizio di un nuovo Roberto Baggio, per ora - purtroppo - è stato più Vincenzo Sarno quando venne acquistato dal Torino. Pafundi è ancora in tempo. Ha giocato pochissimo all'Udinese, è stato prestato un anno e mezzo al Losanna - senza molti stimoli dopo essersi salvato alla seconda stagione - ora è alla Sampdoria. Dove, alle volte, fa capire di avere una classe molto differente dagli altri. Ma che rischia di rimanere invischiato nell'ennesima stagione non straordinaria della sua (giovanissima) carriera. Oggi Simone Pafundi compie 20 anni.