Parma, Cherubini: “Seconda squadra? Non la iscriverei mai in Serie C. Ho paura della riforma”
Federico Cherubini, amministratore delegato del Parma, è intervenuto in occasione del panel “I giovani nel sistema calcio italiano”, organizzato all’Arena Civica di Milano prima della finale di Coppa Italia Primavera: “Nei cinque grandi campionati ci sono 190 italiani, la Spagna ne ha 400, la Germania circa 300, anche l’Inghilterra ne ha più di noi. Siamo l’unico Paese dove la Primavera è l’ultimo step del percorso formativo, poi si va magari in prestito: il prestito è un fenomeno solo italiano e in parte inglese. Questo ha prodotto che, quando si esce dalla Primavera, il salto è troppo alto: dei 400 giocatori che arrivano a fine percorso ogni anno, circa il 2% trova una collocazione in Serie A. Vuol dire che, in un’intera giornata di Primavera 1 e 2, saranno sette-otto i giocatori che andranno in A”.
Cherubini ha poi parlato dei suoi trascorsi alla Juventus: “Quando sono arrivato alla Juve abbiamo iniziato a parlare con Paratici di questo problema, a un certo punto siamo arrivati ad avere 70 giocatori. Eravamo una filiera che produceva giocatori, ma non sapeva dove metterli. Da lì, l’idea di osservare altri Paesi e capire che, probabilmente, avere una seconda squadra potesse essere un percorso importante, perché quando i giocatori restano più tempo nel club possono crescere e anche creare un certo vantaggio.
Dobbiamo valutare come una seconda squadra, matura, possa ridurre il numero di giocatori della rosa della prima squadra
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