Llorente: "Come fai a dire di no alla Juve? Stavamo tutti zitti quando alcuni parlavano"
Fernando Llorente, ex attaccante della Juventus, ha rilasciato un'intervista a FanPage per ricordare con piacere gli anni trascorsi in quel di Torino, sponda bianconera: "Non avevo mai pensato di andare via dell'Athletic Bilbao perché era la mia squadra del cuore. Ma alla fine quando senti che non ti trattano bene è così, è arrivata la Juve e come fai a dire di no a una squadra come la Juve? Soprattutto dopo tutto quello che era successo. Alla Juve c'era Antonio Conte, è stato molto difficile all'inizio con lui. Ci faceva allenare tantissimo, non ero abituato. Ricordo che sono arrivato bene, mi ero preparato alla grande. Non ero abituato a fare i giri che fanno le grandi squadre, tipo negli Stati Uniti o in Asia perché guadagnano tanto, ma stancano tantissimo, sono molto duri per i giocatori".
Sull'impatto alla Juve: "Il ritiro è stato duro, un momento dove sono calato fisicamente e mentalmente. Il mio rendimento è andato giù e ho avuto bisogno di un po' di tempo. In questo senso Conte mi ha aiutato tantissimo. La Juve faceva una cosa buona che penso si debba fare sempre: per i giocatori che non giocano 90 minuti in campionato facevano portare delle squadre di Serie D o di Eccellenza al campo di allenamento per farli giocare. Queste partite mi hanno aiutato tantissimo, ho avuto l'opportunità e ne ho approfittato. La prima stagione è stata incredibile perché abbiamo fatto il record di 102 punti in Serie A, il gioco di Conte era perfetto per me perché voleva un attaccante fisico che viene incontro, tiene la palla e aiuta la squadra a uscire come faccio io. Il calcio italiano è difficile, le squadre sono tattiche in difesa, si chiudevano con noi".
Lo spogliatoio allora pieno di leggende: "Ero nello spogliatoio con giocatori che si imponevano tantissimo, di un livello altissimo e che quando parlavano stavamo tutti zitti. Dovevamo essere sempre pronti per vincere. C'era Buffon, un grande capitano nello spogliatoio, Chiellini, giocatori da cui imparare con un'esperienza incredibile. Anche Andrea Pirlo che non parlava molto, ma nei momenti importanti si faceva sentire, come lo stesso Conte. Io avevo un bel rapporto con tutti per il mio modo di essere. Ero più legato a Marchisio, Lichtsteiner, Chiellini. Anche con Pogba che era il mio compagno di camera".
Articoli correlati
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






