Del Piero: "Sarò sempre tifoso della Juve. Io presidente? Ho rispetto per chi ci lavora"
"Non so cosa pensassi, sono sincero non lo ricordo, perché si accumulavano una miriade di emozioni e di pensieri per quella che era stata la stagione. C’era la felicità per la vittoria dello scudetto e insieme per un percorso di 19 anni in maglia bianconera che è stato sempre speciale, nell’ultima parte un po’ di più per la disavventura del 2006. Ritornare è stato sempre complicato, ma completare questo ritorno con la vittoria dello scudetto è stato bello sotto tutti gli aspetti". Alessandro Del Piero, intervistato da Tuttosport, è tornato - tra i tanti temi affrontati - sul 13 maggio 2012 ovvero il giorno della sua ultima recita nella stadio della Juventus.
"Arrivammo a quella partita sapendo che avremmo celebrato uno scudetto - prosegue - e avevo dentro tante domande dentro su cosa sarebbe successo. La reazione è stata naturale, ho deciso di fare un giro di campo perché la partita aveva preso una piega unica. Quei momenti lì hanno per me un valore diverso dalle vittorie: 19 anni insieme sono tantissimi, per me che ero e sono tifoso della Juventus hanno un significato doppio. Abbiamo vissuto le cose più belle e quelle più brutte. Quelle 41 mila persone che erano allo stadio rappresentavano tutti quei 19 anni. Il giro di campo è stato complicato, anzitutto perché, lo sapete, non lo volevo fare: sono poco propenso alle autocelebrazioni. E poi era una giornata dedicata alla vittoria dello scudetto".
I tifosi bianconeri sperano che un giorno possa essere proprio lui il presidente della Juve: "La mia posizione è una posizione che deve avere la responsabilità di chi sono, e non intendo il fatto di essere un dipendente Sky o un futuro dirigente, ma uno che deve sapere cosa dire. Quindi… mi spiace non ti do il titolo (ride). Ho grande rispetto per chi lavora alla Juventus oggi, e so benissimo che in base alla posizione in cui sei vedi le cose in maniera diversa. Io ho fatto il calciatore per tanti anni, ho fatto il corso da allenatori e ho modellato il mio pensiero, ho fatto tanti anni a Sky e ho imparato tante cose sulla comunicazione, ho viaggiato e mi sono ritrovato dai voli privati in Champions League ad andare in Australia e volare per otto ore con uno scalo per una partita, facendomi il check-in da solo. In India ho avuto delle esperienze incredibili. Dico che sono, sono sempre stato e rimarrò sempre tifoso della Juventus".
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