Del Piero sulla Juventus: "Momento complicato ma Como e Roma hanno fatto annate strepitose"
Nel secondo giorno del Festival della Serie A di Parma è intervenuto dal palco lo storico capitano della Juventus e campione del Mondo Alessandro Del Piero. Tanti i temi toccati dall'ex attaccante, che non si è risparmiato anche qualche battuta sui bianconeri.
Sei il presidente dei sogni per milioni di tifosi della Juventus. Sentire questo affetto è un peso o motivo di orgoglio?
“L’affetto e le aspettative che ci sono nei miei confronti, al di là del ruolo, non possono mai essere un peso. Può essere una responsabilità, ma non certamente un peso. Il mio pensiero, anche se nel parlare oggi devo essere imparziale e penso di esserlo, quando mi fermo a guardare il mondo bianconero, è cosparso da tanta emotività. Nel calcio è una cosa rara. Noi abbiamo avuto più abbonati in Serie B che nell’anno precedente in Serie A con nove finalisti mondiali. Ci sono situazioni speciali, in 19 anni unici. Il legame con la famiglia Agnelli ha avuto dei momenti un po’ particolari, ma è sempre stato onesto e franco. Quello che ha fatto la proprietà è qualcosa di incredibile, è l’unica rimasta per così tanti anni e si è sempre chiamata presente nei momenti di difficoltà. Spesso ha guidato questa società verso trionfi incredibilmente belli. Oggi ci sono dei momenti più difficili, e in questo la presenza è sempre stata importante, come quella dei tifosi. La mia posizione è una posizione che deve avere la responsabilità di chi sono, e non intendo un dipendente Sky o un futuro dirigente, ma con la consapevolezza di chi deve sapere cosa dire. Quindi non vi do titoli. Ho grande rispetto per chi lavora alla Juventus oggi, e so benissimo che in base alla posizione in cui sei vedi le cose in maniera diversa. Io ho fatto il calciatore per tanti anni, ho fatto il corso da allenatori e ho modellato il mio pensiero, ho fatto tanti anni a Sky e ho imparato tante cose sulla comunicazione, ho viaggiato e mi sono ritrovato dai voli privati in Champions League ad andare in Australia e volare per otto ore con uno scalo per una partita facendomi il check-in da solo. In India ho avuto delle esperienze incredibili. Dico che sono e sono sempre stato tifoso della Juventus”.
Se entrassi nello spogliatoio di oggi, cosa diresti ai giocatori?
“Cercavo una battuta. Mi viene forza Juve, son due parole. Non mi distaccherei dalla risposta precedente: nel mondo di oggi devo essere responsabile di quello che dico. Non mi avete mai sentito e non mi sentirete mai dire cosa si deve fare. Emotivamente è un momento complicato, penso si debbano vedere le cose positive anche nelle difficoltà: veniamo da un campionato molto combattuto, giocato in posti meravigliosi. Le cose accadono, una delle più importanti che ho imparato nella vita è di cambiare pagina, anche ammettendo gli errori. Sono certo che l’ambiente Juve sa, più di noi, cosa correggere e cosa meno. Non sarebbe carino mettersi a dire cosa fare. Como e Roma hanno fatto annate strepitose. Si prende quello che c’è e si migliora. È più difficile dopo aver preso gli schiaffi, ma le sconfitte hanno un’importanza fondamentale, nel calcio come nella vita. Il percorso è molto importante, e le batoste ci sono sempre. Tutti ne abbiamo avute".






