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Mondiale 2026, Zazzaroni: "Vorrei che vincesse Ancelotti. E che fosse l'ultimo senza l'Italia"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 07:26Serie A
di Luca Bargellini

Mondiale 2026, Zazzaroni: "Vorrei che vincesse Ancelotti. E che fosse l'ultimo senza l'Italia"

Si apre oggi la Coppa del Mondo 2026, e il direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, affida al suo giornale un editoriale che riassume tutto il suo pensiero legato alla kermesse, ancora una volta senza l'Italia. "Un'abitudine inaccettabile diventata rassegnata assuefazione" Il punto di partenza è appunto questo: l'Italia non c'è, di nuovo. "Vorrei vedere un Mondiale che non mi facesse pesare troppo l'assenza dell'Italia", scrive Zazzaroni. "Un'abitudine inaccettabile che è diventata rassegnata assuefazione, dolore e soprattutto regola". Ancelotti e il sogno brasiliano Tra i protagonisti attesi, Zazzaroni riserva un pensiero speciale a Carlo Ancelotti: "Vorrei che Carlo Ancelotti fosse ripagato con gli interessi e vincesse, da straniero, con il suo Brasile [...] Coronerebbe così una carriera inimitabile portando al successo per la prima volta nella storia una nazionale non guidata da un indigeno". L'ultimo ballo di Messi e Ronaldo Spazio anche per i due fuoriclasse che dominano l'immaginario calcistico da oltre vent'anni. Zazzaroni si augura che Lionel Messi e Cristiano Ronaldo possano ancora accendere la luce: "Vorrei che non ci permettessero con straordinarie giocate di dire o scrivere 'si vede che sono invecchiati'. Vorrei che accendessero la luce per dimostrare a un movimento che è meno illuminato di un'antica notte marsigliese che si può essere grandi anche a quarant'anni". "Vorrei che questo fosse l'ultimo Mondiale senza di noi" La chiusura è un appello che sintetizza tutto il resto: "Vorrei che questo fosse l'ultimo Mondiale senza di noi. Ci manca stringerci, abbracciarci, vivere notti magiche. Chiedo troppo?, chiediamo troppo?" Una domanda che, nel giorno in cui il mondo si accende per la Coppa del Mondo 2026, l'Italia è costretta a raccogliere per la terza volta di fila.