Juventus, Spalletti risponde alle voci su Antonio Conte. E aggiunge: "Non posso deludere Carnevali"
Nel corso della conferenza stampa alla vigilia del debutto in Europa League contro il NEC, il tecnico della Juventus Luciano Spalletti ha parlato anche del suo momento, della difesa del suo lavoro da parte di Giovanni Carnevali e del nome di Antonio Conte che continua a circolare fra i tifosi:
Carnevali l'ha difesa subito, alcuni tifosi hanno nostalgia di Conte…
"Carnevali è un uomo di calcio, una persona esperta ed equilibrata, tutti lo conoscono e tutti sanno che persona sia. Lui sa bene cosa deve fare, deve trasferire questa serenità affinché la squadra lavori tranquillamente. La via d'uscita è solo quella. Io sono un po' meno di quello che ha detto, ma non lo deluderò e diventerò ciò che lui vuole. Per la stima e per l'amicizia che ho non posso deluderlo, quindi migliorerò. Sui tifosi invece è una cosa che fa parte di quanto detto prima, è giusto che ognuno dia forza a ciò che vuole. Come lei che ha fatto la domanda, nel farla ha rammentato il nome di Conte 2-3 volte... Anche io quando voglio dare forza a qualcosa la ripeto 2-3 volte... Ognuno si fa la locandina che vuole ed è una cosa che si deve accettare. La mia è che io sono convinto di avere a che fare con una squadra forte, continuerò ad allenare con gli stessi criteri e le stesse condizioni con cui abbiamo iniziato. Poi ci sono da mettere a posto delle cose, perché dei gol così non li possiamo prendere e su questo avete ragione".
Stupito dalle polemiche dopo 4 giornate, anche se la Juventus ha un carico emotivo che arriva dal non vincere da 6 anni… Il nome di Conte esce ad intervalli regolari con tutti gli allenatori passati.
"Per me è una cosa normale. Non sono stupito che dopo 4 giornate sono stati cambiati 2 allenatori, figuriamoci se mi stupisco di ciò che viene detto qua. Bisogna riuscire a sapere che abbiamo delle urgenze, perché ce le abbiamo. Abbiamo l'urgenza di vincere questa partita, ma anche quella di dover far vedere che siamo la Juventus. Fa tutto parte della posizione in cui siamo, di quello che è un qualcosa che ci siamo guadagnati sul campo col passato ma ora dobbiamo far vedere che ce lo meritiamo. Fino a quando ci verrà dato tempo e spazio le energie vanno in quella direzione lì, non a tamponare o a tentare di far pensare agli altri un qualcosa di diverso da quello che vogliono vedere. Quelli che parlano di me in realtà non mi conoscono, parlano su due cose viste che hanno messo nel mirino e che vogliono andare a colpire. Ci sono professionisti e tiratori scelti, ci sono i social, ognuno prende e dice quello che gli pare, vomita le proprie debolezze e le proprie difficoltà addosso agli altri perché ha un cellulare e può dire ciò che vuole. Figuriamoci se devo accodarmi alle opinioni altrui... In carriera alcune di queste situazioni ne ho passate...".
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