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Ecco Milan e Juve. Amorim, bastava fare cose normali e far giocare i migliori. Spalletti inventa la formula anti-Conte. Vergogna: la curva contro Mazzola. Napoli, Hojlund solo. Serviva Vergara. Il Frosinone fa il Como. Fiorentina ritrovataTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 00:00Editoriale
di Enzo Bucchioni

Ecco Milan e Juve. Amorim, bastava fare cose normali e far giocare i migliori. Spalletti inventa la formula anti-Conte. Vergogna: la curva contro Mazzola. Napoli, Hojlund solo. Serviva Vergara. Il Frosinone fa il Como. Fiorentina ritrovata

Ecco il Milan e la Juve, si sono rialzate subito. Un reazione forte, immediata, non da poco e adesso, guardando la classifica, è tutta un’altra storia. Amorim con il fiato di Cardinale sul collo ha smesso di fare esperimenti che neppure il manuale del piccolo allenatore, è andato sul sicuro, ha fatto giocare i migliori. In genere si fa così, giocano i più forti, l’allenatore portoghese ci ha impiegato un po’, ma alla fine s’è convinto. E poi Rabiot finalmente in mediana, Modric tenuto basso a dirigere il traffico senza farlo correre troppo, il vero Pulisic e Saelemakers dietro Ramos. Cose razionali, insomma. Una mano l’ha data il Lecce, ma nel Milan un gioco rapido e veloce, la voglia di muoversi senza palla e di lottare, il carattere si sono visti. Buon trame. Qualcosa si muove, ora serviranno conferme e continuità. Anche la Juve ha reagito allo sprofondo di Sassuolo. Lo aveva già fatto in Europa League, ma il test non era così pesante come quello con l’Atalanta.  Spalletti ha trovato la formula anti-Conte, se vogliamo metterla così. Nel senso che dopo il disastro emiliano ha deciso di cambiare, ha messo in campo delle idee nuove e la Juventus ora è squadra. Una Spallettata, insomma. L’allenatore ha in mano il gruppo, tutti i dubbi sono fugati, al punto di riuscire a cambiare il modulo più volte, passando con disinvoltura durante la gara dal 3-4-2-1 al 4-4-1-1, ruotando i giocatori grazie alla duttilità di gente con Nico Gonzalez (straordinario come era alla Fiorentina) o McKennie, ma anche dando a Douglas Luiz, (sta più basso) e Kolo Muani (ora svaria dappertutto) dei compiti diversi. Ci si aspettava la mano dell’allenatore e questa è arrivata davvero. Ovviamente trattasi di un nuovo inizio, si aspettano conferme e miglioramenti dopo la sosta, ma Spalletti ha già ottenuto due successi, la miglior fase difensiva non solo con la difesa a tre, ma con le posizioni diverse e il lavoro di tutta la squadra, una migliore occupazione degli spazi e una maggiore gestione della partita. Oltre alla concentrazione e determinazione costanti. Sarri invece è indietro, sta lavorando, ma è faticoso far cambiare software all’Atalanta. Discorso che vale anche per il Napoli. Dopo anni di calcio dominante, con il gioco al centro del lavoro, è dura buttarla tutta solo sul carattere, sulla grinta, sulla cattiveria che questa squadra non ha. Il gol di vantaggio non è bastato, troppa sufficienza, Hojlund troppo solo e non capisco come mai non sia entrato Vergara. Il pari è giusto, ma la vetta è lontana. Alla Fiorentina invece sono bastate due partite di campionato con Vanoli per mettere in campo personalità, carattere e grinta. Le cose che Allegri chiede al Napoli, la Fiorentina le ha. Ora dovrà crescere nel gioco d’assieme, ma il lavoro del nuovo tecnico si vede già. Straordinario quel che ha fatto Alvini a Frosinone. La squadra ciociara ieri sembrava il vero Como, ha stupito Fabregas con un tocco, due tocchi, un gioco veloce, propositivo e intenso. Una partita quasi perfetta, è l’apice del lavoro del bravo e modesto tecnico toscano. Brutto lo stop del Como che forse non ha ancora la mentalità per puntare allo scudetto. Non è squadra da punti sporchi o domina o subisce. E poi Palmisani, il giovane portiere del Frosinone, nazionale Under 21, ieri era un mix tra Yashin e Buffon. Va tenuto d’occhio. Ma in questo bel week end con una grande Roma-Inter, anche cose brutte.  Primo, la curva della Juve che oltraggia la memoria di Sandro Mazzola girando le spalle durante il minuto di raccoglimento. E’ una roba vergognosa e inaccettabile, meno male che il resto dello stadio ha applaudito.  Spalletti ha preso subito le distanze da quei tifosi, la Juventus ha fatto altrettanto. Anche basta con questa gente. E non tirate in ballo il tifo che non mi appartiene, è un problema di civiltà. Ho detto e scritto le stesse cose quando è stata oltraggiata la memoria di Gaetano Scirea o di altri campioni di tutti. Lo rifarò se dovesse succedere di nuovo, naturalmente spero di no. Seconda cosa brutta, il Var spento.  Orsato ora esagera. C’era un rigore per il Torino a Bologna, il terzo gol del Frosinone era regolare, la trattenuta in area bianconera su Rowe meritava almeno una revisione.  Il designatore non può spegnere il Var, non spetta a lui. Uno strumento che aiuta a sbagliare meno va usato. Sul tema mi sono già espresso e lo rifaccio, facciamolo tutti. Siamo passati dal troppo al nulla, c’è una via di mezzo razionale. Qualcuno intervenga e lo dica oggi nell’incontro arbitri-società.

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