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Lazio, Gattuso: "Juve più forte, ma nessun timore. Dobbiamo crescere ancora"

autore
Lorenzo Beccarisi
Oggi alle 12:51Serie A
autore Lorenzo Beccarisi
17.10.2026 12:51Serie A
La Lazio di Gennaro Gennaro va a Torino da capolista. Gennaro Gattuso presenta la sfida alla Juventus in conferenza stampa
www.imagephotoagency.it
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12.15 - La Lazio va a Torino forte dei sedici punti conquistati nelle prime sei giornate. Dopo il successo contro il Monza, i biancocelesti inseguono il terzo successo consecutivo e lo farà con poche novità rispetto alla sfida di domenica scorsa. Tra pochi minuti il tecnico della Lazio Gennaro Gattuso presenterà la sfida in conferenza dalla sala stampa del centro sportivo di Formello. Segui la diretta testuale su TUTTOmercatoWEB. 12.34 - È iniziata la conferenza stampa di Gennaro Gattuso. Non vuole guardare la classifica, ma la partita di domani può tratteggiare le prospettive e le ambizioni della sua squadra? "Domani è la settima giornata, è riduttivo perché mancheranno ancora 31 partite. Dovremo andare a Torino con la consapevolezza che affronteremo una grandissima squadra che ha raccolto meno di quanto seminato. A me interessa il coraggio, dovremo fare una partita di mentalità senza paura. Sono più forti di noi, ma voglio vedere una squadra che se la gioca e ribatte colpo su colpo. Se abbiamo timore non ci porta nulla, noi abbiamo un percorso e dobbiamo migliorare partita dopo partita. Stiamo facendo tante cose buone, ma voglio vedere ancora miglioramenti. Nessun timore e nessuna paura". Che Juve si aspetta domani? "Giochiamo con una squadra che può giocare con un attacco a due, a tre e a quattro. Hanno cambiato tanto, è una squadra che ha fatto 3/4 gol su cross e rientrano sistematicamente sull'area di rigore. Sono fisici su calci piazzati e hanno velocità sugli esterni, per questo domani servirà tanto coraggio. Se ci mettiamo nel capanno non andiamo da nessuna parte, bisogna andare forte a grandissima intensità e poi vedremo. Sono una grande squadra". La Lazio può avere la stessa intensità e aggressività anche a Torino? "Si può e si deve fare, poi bisognerà essere bravi a fare anche il blocco difensivo. Dipenderà dalle varie zone di campo, anche quando ci ricompattiamo e si fa blocco difensivo dovremo sempre pizzicare in avanti. A palla scoperta con la loro qualità ti mettono sempre in difficoltà. Serviranno mentalità e voglia". Pensa di accorciare leggermente la squadra? Belahyane l'ha sorpresa? "Abbiamo aumentato il minutaggio in allenamento e i giri del motore, la squadra lavora sempre con grande serietà. Abbiamo il dovere di crescere, vediamo anche le partite come quella di ieri dove si gioca sui riferimenti e se sbagli qualcosina ti mettono in difficoltà. Noi dobbiamo leggere meglio le situazioni, col Monza avevo ben chiaro le situazioni e il problema è sempre lì. Ci addormentiamo e non andiamo sulle preventive, col Monza in cinque contro due erano sempre loro a prendere palla, a quel punto devi correre tanto all'indietro. Tutti i calciatori mi stanno sorprendendo. Nel '97 quando ho iniziato si portavano tre giocatori in panchina al Glasgow Rangers, non parlo del 1950. Poi ho giocato per tantissimi anni con tre cambi, ora ci sono cinque cambi e significa che il 50% dei calciatori di movimento li puoi cambiare. Il calcio è cambiato e i giocatori devono farsi trovare pronto perché possono sempre incidere. Tutti quelli che stanno facendo bene e hanno trovato poco spazio lo scorso anno è merito loro perché stanno spingendo tanto. Belahyane all'inizio non riusciva a finire gli allenamenti e veniva in studio a chiedermi scusa, ma non deve chiedermi scusa, sta spingendo e sta facendo il protagonista come altri". Si augura che l'esperienza alla Lazio possa cambiare l'opinione pubblica nei suoi confronti? "Se avessi dovuto ascoltare tutte le persone che mi commentavano nei 17 anni di carriera avrei ottenuto un quarto di quanto ho ottenuto. Penso che con me in questi anni da allenatore non tutti sono stati onesti. Non faccio il piagnina, vince solo una squadra e poi bisogna vedere il lavoro fatto in questi anni. Fortunatamente non mi manca nulla, mi piace questo lavoro perché il calcio mi fa venire il formicolio nello stomaco e dopo 2-3 mesi che sto a casa mi manca. Mi piace più fare questo mestiere che quando giocavo, lo sento più mio. Poi nella vita bisogna sempre dimostrare, arriveranno momenti negativi e delle legnate nel muso. Bisogna accettarle e andare avanti, oggi sono un allenatore diverso rispetto a quando ho iniziato 12 anni fa, ho più conoscenze ma c'è sempre da imparare e migliorare. Ci sono tanti colleghi che ogni anno si inventano cose diverse, bisogna stare sempre aggiornati e studiare per trovare soluzioni diverse". Qual è il compromesso da trovare per provare a gestire la partita? "Non dobbiamo giocare linea-linea facendo passaggetti di un metro senza senso. Abbiamo perso tante palle in uscita dopo il gol del Monza, bisogna occupare meglio sia in fase di possesso che in fase di non possesso. Possiamo migliorare, ma non è una questione fisica perché si corre molto di più a rincorrere gli avversari piuttosto che stare sui riferimenti. Bisogna essere bravi a capire e occupare nella maniera migliore in campo". Pellegrini è reintegrato? Ci saranno novità di formazione? "Pellegrini è reintegrato in lista e partirà con noi, la società ha deciso così ed è a tutti gli effetti un giocatore a disposizione. Sulla formazione non rispondo perché vado a dare un vantaggio agli altri, metteremo la squadra migliore in campo". Dove si aspetta un miglioramento nella sua Lazio? "Non dobbiamo avere quei black-out di 15-20 minuti che stiamo avendo. Col Monza dal 57esimo in poi abbiamo patito poco, ma in quei minuti se avessero fatto tre gol non avrebbero rubato nulla e con il Milan è stata la fotocopia. A Venezia 20-25 minuti uguali, in questo dobbiamo migliorare. Non dobbiamo prendere imbarcate, tenere meglio il campo e avere letture migliori. Dobbiamo migliorare per forza perché ci è andata bene, poi abbiamo un portiere che ha oltre 4 gol evitati e ci sta mettendo una pezza. Dobbiamo migliorare se vogliamo continuare così". Come giudica questo inizio di stagione di Taylor? Può dare ancora di più? "Quando giochiamo di catena fa funzionare bene la catena, si abbassa e ci fa uscire dalla prima pressione. Gli ho fatto i complimenti perché all'inizio non pressava in questo modo, adesso invece va con veemenza. Per noi è un giocatore importantissimo sia in fase di possesso che in fase di non possesso, io lo vedo quello che dà alla squadra. Anche i suoi tagli quando lavoriamo di catena ci dà grandissime soluzioni. Poi dobbiamo decidere se tenere lui o Nuno in zona centrale, è una roba di occupazione e sviluppare bene di catena. Per me sta facendo molto molto bene". 12.51 - È terminata la conferenza stampa di Gennaro Gattuso.

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