Oggi gli arbitri scelgono il nuovo presidente: i programmi dei candidati a confronto
L'ex numero uno dell'AIA, Carlo Pacifici, è favorito sull'attuale reggente Francesco Massini. Più indietro Narciso Pisacreta
Federico De Luca
I punti di contatto non mancano: tutti e tre i candidati alla presidenza dell’AIA - oggi sono in programma le elezioni - indicano nella centralità delle Sezioni, nella semplificazione burocratica e nel rafforzamento della formazione tecnica alcune delle priorità per il prossimo biennio. A cambiare sono soprattutto gli strumenti e l’ordine delle priorità. Carlo Pacifici insiste sul rapporto con il territorio e sulla tutela degli arbitri, Francesco Massini mette al centro autonomia economica e professionalizzazione del vertice, mentre Narciso Pisacreta propone gli interventi più dettagliati sulla struttura tecnica e organizzativa dell’associazione. Ma andiamo nel dettaglio.
Pacifici: tecnica, giovani e tutela degli arbitri
Il programma di Carlo Pacifici, che ha già guidato l'AIA prima di Zappi, parte dal rapporto tra vertice nazionale e territorio: meno adempimenti per i presidenti di Sezione, un Help Desk AIA per le necessità amministrative, economiche, legali e tecniche e un confronto più stabile con CRA e CPA. Sul piano arbitrale, l’obiettivo è riportare il Settore Tecnico al centro della formazione, con materiale didattico differenziato per categoria, maggiore attenzione alla preparazione mentale e percorsi di tutoraggio per i giovani. Un capitolo specifico riguarda la sicurezza: Pacifici propone un coordinamento permanente con FIGC, Leghe e istituzioni territoriali e l’introduzione progressiva delle bodycam nel calcio dilettantistico e giovanile nei contesti maggiormente esposti alle aggressioni. Reclutamento, prevenzione degli abbandoni e sostegno alle Sezioni completano un programma molto concentrato sulla base dell’AIA.Massini: autonomia economica e arbitri professionisti
La proposta che distingue maggiormente Francesco Massini, attuale vicepresidente vicario dell'AIA, riguarda invece il modello economico. Il candidato punta a rendere l'assoarbitri meno dipendente dalle sole risorse federali attraverso partnership istituzionali e commerciali, partecipazione a bandi nazionali ed europei e valorizzazione della Scuola Arbitrale Italiana. Le nuove entrate dovrebbero finanziare formazione, giovani e innovazione. Altro punto centrale è la professionalizzazione degli arbitri di vertice, inseriti in un percorso che comprenda preparazione tecnica e atletica, supporto psicologico, comunicazione e formazione manageriale. Massini propone inoltre una revisione del sistema elettorale e del regolamento associativo, più autonomia organizzativa alle Sezioni e un Comitato Nazionale con funzioni di programmazione e coordinamento più definite.Pisacreta: riforma della struttura tecnica e verificabilità delle scelte
Il programma di Narciso Pisacreta, vice ai tempi di Nicchi, entra più nel dettaglio dell’architettura dell’AIA. Tra le proposte ci sono l’abolizione delle Commissioni Osservatori Nazionali, con l’inserimento degli osservatori nei rispettivi Organi Tecnici, la riorganizzazione della CAI secondo criteri esclusivamente tecnici e l’unificazione delle figure di Direttore Tecnico e responsabile del Settore Tecnico. È prevista anche un’app AIA dedicata a regolamenti e formazione. Sul territorio, Pisacreta propone di rinnovare l’accordo con ANCI per le sedi sezionali e di garantire supporto gestionale alle realtà più piccole. A caratterizzare il progetto è anche il metodo di governo: priorità, responsabilità, tempi e risultati dovrebbero essere comunicati agli associati e sottoposti a verifica, con un rapporto più strutturato tra vertice nazionale, Sezioni e organismi tecnici.Altre notizie
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