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Gasperini sbaglia ma non troppo, la linea Orsato vacilla: arbitri, com’è andato il weekend

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Ivan Cardia
Oggi alle 11:15Serie A
autore Ivan Cardia
12.10.2026 11:15Serie A
Il rosso a Malen resta la decisione più discussa della giornata: giusta, ma pesa quello che è successo prima. E il confronto con Lecce-Bologna
La sesta giornata di campionato non è ancora conclusa - oggi si giocano Atalanta-Venezia e Torino-Udinese -, ma ha già dato alcuni episodi molto discussi di cui parlare sul fronte arbitrale. Il più rilevante, soprattutto per il peso del giocatore e della gara, è l’espulsione di Donyell Malen in Como-Roma. Un cartellino rosso, sgombriamo subito il campo da qualsiasi equivoco, inevitabile, e su questo punto sbaglia Gian Piero Gasperini a lamentarsi: il tecnico della Roma ha fatto riferimento all’uso del fermo immagine - che però non è molto coerente con la situazione, dato che Michael Fabbri non è stato richiamato al monitor - e al fatto che non ci fosse violenza. Vero, ma resta un intervento molto pericoloso. Il punto, semmai, è relativo alla gestione arbitrale, sia in quella gara sia in almeno un’altra del weekend.

Fabbri sbaglia altre due volte

Sull’azione che porta al rosso di Malen, e su questo Gasp ha ragione, pesa un errore tecnico abbastanza grave: Jacobo Ramon, in precedenza, trattiene vistosamente e per due volte l’attaccante olandese. Andava fischiato fallo e il difensore spagnolo era da ammonire: un errore che non invalida certo l’espulsione di Malen, ma che lascia comunque parecchie perplessità. E poi c’è un problema di metro e di uniformità, in questo caso però a favore della Roma: lo stesso Fabbri, nel primo tempo, non ferma Wesley per un intervento su Assane Diao, limitandosi ad ammonire quest’ultimo per proteste. Il rosso chiesto da Fabregas sarebbe stato esagerato, dato che non ricorrono i quattro requisiti del rosso da DOGSO (Denial of a Goal-Scoring Opportunity): distanza dalla porta, direzione dell’azione verso la porta, possibilità concreta di controllare o giocare il pallone, numero e posizione dei difendenti in grado di intervenire. Però era fallo, e giallo per il brasiliano.

E poi c’è Lecce-Bologna…

Il vero problema del rosso a Malen sta in un’altra partita. Al 94’ del match del Via del Mare, El Azzouzi entra su N'Dri in maniera ancora più vistosa e pericolosa dell’olandese: l’arbitro Pairetto, però, dà soltanto giallo. Una mancanza di uniformità che porta a far vacillare la linea dura imposta da Daniele Orsato: funziona solo se il metro è uguale per tutti, altrimenti il rischio è di tornare alle polemiche. E, fermo restando che nella stessa partita Pairetto gestisce male la trattenuta reciproca Esteban-Casale, la questione della soglia di punibilità torna d’attualità in Napoli-Frosinone.

Rigorini sì o no?

Al Maradona, Cittadini interviene da dietro su Hojlund: il tocco c’è, ma è veramente lieve. Ripensando al gol non annullato al Napoli contro il Genoa alla prima giornata - contatto di De Bruyne su Vasquez -, non si riesce a trovare uniformità in questo metro di giudizio. Corretta, per la cronaca, la ripetizione del penalty: Palmisani ha entrambi i piedi oltre la linea. Per quanto riguarda le altre partite, in Sassuolo-Milan si torna a una soglia più alta per il contatto tra Caleta-Car e Ramos. Il VAR funziona bene - e corregge un clamoroso abbaglio del direttore di gara Bonacina - in Inter-Parma sul pestone netto di Diego Carlos su Pio Esposito, mentre la coda polemica di Cagliari-Juventus è legata più al nervosismo dei due allenatori, soprattutto Luciano Spalletti, che a episodi controversi visti in campo.

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