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Ronaldinho come Jordan e Schumacher: le leggende dello sport che hanno detto no al ritiro

autore
Daniel Uccellieri
Oggi alle 10:15Serie C
autore Daniel Uccellieri
05.11.2026 10:15Serie C
Da Jordan a Schumacher, da Foreman a Phelps: le leggende dello sport che hanno deciso di tornare in campo dopo il ritiro.
Il 15 novembre Ronaldinho tornerà in campo con la maglia del Ravenna, nel derby contro il Forlì. Un appuntamento che riporterà sul terreno di gioco uno dei calciatori più amati di sempre, a distanza di anni dall'ultima esperienza da professionista. Il brasiliano non sarà però il primo grande campione a decidere di riaprire una carriera che sembrava ormai conclusa. Nella storia dello sport, il ritiro non sempre rappresenta un addio definitivo. C'è chi è tornato per inseguire ancora un titolo, chi per rispondere al richiamo della competizione e chi, semplicemente, perché non riusciva a immaginare una vita lontana dal proprio sport. Da Michael Jordan a Michael Schumacher, passando per leggende del basket, del tennis, della boxe e del nuoto, sono tanti i campioni che hanno cambiato idea dopo aver annunciato il ritiro.

Michael Jordan, il ritorno che ha riscritto la storia

Michael Jordan è probabilmente il simbolo più celebre di questa categoria. Nell'ottobre 1993, dopo aver conquistato tre titoli NBA consecutivi con i Chicago Bulls, annunciò il ritiro dal basket. La morte del padre e il desiderio di provare un'esperienza nel baseball lo portarono lontano dal parquet. La pausa durò meno di due anni. Nel marzo 1995 Jordan tornò ai Bulls e riprese il percorso che lo avrebbe condotto a conquistare altri tre titoli NBA consecutivi, dal 1996 al 1998. "I'm back", una frase entrata nel mito di un campione leggendario. Non fu però l'ultimo capitolo della sua carriera: dopo un nuovo ritiro, nel 2001 tornò ancora una volta in campo, questa volta con la maglia dei Washington Wizards. La sua ultima partita da professionista arrivò nel 2003.

Michael Schumacher, il ritorno in Formula 1

Anche Michael Schumacher scelse di interrompere il proprio percorso dopo aver scritto pagine indimenticabili della Formula 1. Il sette volte campione del mondo annunciò il ritiro al termine della stagione 2006, dopo aver conquistato cinque titoli consecutivi con la Ferrari. Nel 2010, però, il richiamo delle corse si fece sentire. Schumacher tornò in Formula 1 con la Mercedes, ritrovando il paddock e la competizione dopo tre anni di assenza. Il secondo capitolo della sua carriera si concluse alla fine del 2012, senza replicare i successi della prima esperienza, ma regalando agli appassionati la possibilità di rivedere in pista uno dei piloti più importanti della storia.

Magic Johnson, una leggenda che non riuscì a fermarsi

Nel basket, un altro ritorno indimenticabile è quello di Magic Johnson. Nel 1991, la stella dei Los Angeles Lakers annunciò il ritiro dopo aver comunicato di aver contratto il virus dell'HIV. Una notizia che sconvolse il mondo dello sport. Johnson tornò a giocare nel 1992, partecipando all'All-Star Game e conquistando l'oro olimpico con il Dream Team statunitense a Barcellona. Dopo un nuovo periodo lontano dal parquet, nel 1996 rientrò nella NBA con i Lakers, disputando un'ultima stagione con i gialloviola prima di chiudere la carriera in NBA. Nel 1999, a 40 anni, il fuoriclasse americano giocò nel campionato svedese con il Magic M7 Borås, disputando diverse partite ufficiali. L'anno successivo si trasferì in Danimarca, dove scese in campo con i Magic Great Danes, partecipando anche alla lega NEBL. Un'avventura europea breve ma curiosa, che dimostrò quanto il richiamo del basket fosse ancora forte.

George Foreman, il campione che tornò a vincere a 45 anni

Tra i ritorni più straordinari della boxe c'è quello di George Foreman. Dopo aver conquistato il titolo mondiale dei pesi massimi nel 1973, il pugile statunitense si ritirò nel 1977. Dieci anni dopo decise di tornare sul ring. Quello che sembrava un tentativo destinato a durare poco si trasformò in una seconda carriera di grande successo. Nel 1994, a 45 anni, Foreman sconfisse Michael Moorer e riconquistò il titolo mondiale dei pesi massimi, diventando uno dei campioni più anziani a riuscirci.

Michael Phelps, il ritorno per un'altra Olimpiade

Anche Michael Phelps, il nuotatore più medagliato nella storia dei Giochi olimpici, non riuscì a resistere a lungo lontano dalle piscine. Dopo le Olimpiadi di Londra 2012 annunciò il ritiro, lasciando alle spalle una carriera già leggendaria. Nel 2014 tornò ad allenarsi e a competere, con l'obiettivo di partecipare ai Giochi di Rio de Janeiro. L'avventura brasiliana fu un altro trionfo: Phelps conquistò cinque medaglie d'oro e una d'argento, portando ulteriormente avanti un palmarès senza paragoni.

Kim Clijsters e Martina Navratilova: il tennis non dimentica

Nel tennis, il ritorno di Kim Clijsters è uno degli esempi più riusciti. La belga si ritirò nel 2007, dopo aver vinto gli US Open nel 2005, e si dedicò alla famiglia. Due anni più tardi tornò in campo e conquistò nuovamente lo Slam di New York, ripetendosi nel 2010. Nel 2011 vinse anche l'Australian Open. Ancora più sorprendente, per longevità, fu il percorso di Martina Navratilova. Dopo aver annunciato il ritiro nel 1994, tornò a competere nel 2000, soprattutto nel doppio. Nel 2006, a quasi 50 anni, conquistò gli US Open nel doppio misto, chiudendo la carriera con un altro titolo prestigioso.

Björn Borg e Muhammad Ali, quando il ritorno non basta

Non tutti i tentativi di rientro, però, hanno avuto lo stesso lieto fine. Björn Borg, uno dei più grandi tennisti di sempre, si ritirò nel 1983, a soli 26 anni. Nel 1991 provò a tornare nel circuito professionistico, ma il suo tentativo si rivelò deludente. Dopo una serie di sconfitte, nel 1993 abbandonò nuovamente il tennis competitivo. Anche Muhammad Ali tornò sul ring dopo aver annunciato il ritiro nel 1979. Nel 1980 affrontò Larry Holmes e nel 1981 disputò quello che sarebbe stato il suo ultimo incontro, contro Trevor Berbick. Il ritorno non gli permise di ritrovare i successi del passato, complici anche i primi sintomi della Sindrome di Parkinson, ma aggiunse un altro capitolo a una carriera leggendaria.

Ronaldinho, un'altra volta in campo

Da Jordan a Schumacher, da Foreman a Phelps, la storia dello sport dimostra che il ritiro non sempre spegne il desiderio di competere. Per alcuni campioni il ritorno è stato l'occasione per scrivere nuove pagine di gloria, per altri una sfida personale, indipendentemente dai risultati. Il 15 novembre toccherà a Ronaldinho. Il brasiliano tornerà a giocare con il Ravenna nel derby contro il Forlì, riportando in campo il talento e il sorriso che hanno conquistato generazioni di tifosi. Non sarà un ritorno paragonabile a quelli di Jordan o Foreman per risultati e ambizioni, ma avrà un significato speciale: quello di un campione che, dopo anni lontano dal calcio giocato, ha deciso di rimettersi in gioco.

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