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Lazio, Parolo: "La Coppa Italia una gioia immensa, finalmente mi sono riscattato"

Le parole del centrocampista biancoceleste alla radio ufficiale del club.
19.05.2019 06:50 di Annalisa Cesaretti    per lalaziosiamonoi.it   articolo letto 550 volte

Dopo 48 ore di festa e riposo, la Lazio è tornata ad allenarsi a Formello. Al termine della sessione Marco Parolo è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio: "Scusatemi, ho ancora la voce un po' bassa. E' stato bello rivedersi oggi e stare di nuovo insieme per preparare una partita con leggerezza ma con la stessa voglia di fare risultato. Abbiamo ripensato a quello che abbiamo fatto, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo rivisto la gioia della vittoria di mercoledì. Con questa vittoria abbiamo anche dato un po' più di brio a tutte le altre partite. E poi noi vogliamo continuare a vincere, quindi le altre se la dovranno sudare con noi. Quella della Supercoppa era stata una gioia bellissima, ma questa Coppa ha un gusto diverso. Ne avevo mancate due contro la Juve e mi rodeva. E' stato bellissimo festeggiare con tutti i tifosi, una felicità immensa. Voglio cogliere l'occasione per ringraziare tutto il mondo Lazio, da voi di Lazio Style agli uomini dello staff".

LA STAGIONE - "Il quarto posto ci è rimasto un po' in gola, è il bicchiere mezzo vuoto di questa stagione. La squadra deve imparare ad avere per tutto l'anno la stessa cattiveria mostrata in finale o anche in quelle occasioni in cui ci siamo ritrovati spalle al muro. Il problema è che ci avete chiesto di vincere con le grandi, dovevate dirci 'mi raccomando, continuate a vincere con le piccole' (ride). C'è stato questo piccolo calo di tensione che ci ha penalizzati. Il percorso, però, è stato questo e credo che in ogni caso la squadra sia cresciuta". 

BILANCIO - "Ho capito che dobbiamo cercare di andare avanti il più possibile in tutte le competizioni. Con il Siviglia non mi è andata ancora giù. Questa squadra deve assumere questa mentalità, perché ha voglia di fare risultato e di vincere. Adesso dobbiamo imparare a essere protagonisti in tutte le competizioni, perché è bello quando lo stadio si riempie e riusciamo a portare i nostri tifosi in tutta Europa".

LA FINALE - "Abbiamo iniziato a pensare alla finale dopo la sconfitta contro l'Atalanta in campionato. La trasferta di Cagliari ci è servita per darci la carica. Se avessimo perso a Cagliari non saremmo riusciti ad arrivare con quell'atteggiamento alla finale. Abbiamo battuto l'Atalanta sulla loro fisicità, facendo il loro gioco. La Juve due anni fa ci aveva fatto capire che queste partite si vincono così, nei dettagli e nella cattiveria". 

IL SUO PERCORSO - "Per la prima volta sono riuscito ad arrivare al finale di stagione bene, in forma e non acciaccato come sempre. Ho recuperato l'infortunio alla caviglia e sono riuscito a dare un contributo alla mia squadra. Sono felice". 

CAICEDO E BADELJ - "Qua a Roma non è facile ambientarsi al primo anno. Lo abbiamo visto a suo tempo con Caicedo e quest'anno con Badelj. Bisogna dare tempo e fiducia ai nuovi giocatori. Qui tutti i nuovi arrivati hanno dimostrato di meritarsi il nostro appoggio. Siamo contenti di averli in rosa". 

UN PROGETTO IMPORTANTE - "Volevo dire che con la mia scuola calcio di Varese ho realizzato un progetto con dei bambini disabili per formare una squadra che possa essere un luogo di crescita per loro. Per aiutare quest'iniziativa verranno messe all'asta le nostre maglie della Lazio. Questi ragazzi hanno tanta voglia di giocare a calcio e di crescere insieme. Il progetto è nato un anno fa, abbiamo con noi dei ragazzi che fino a qualche mese fa a scuola non riuscivano a giocare a calcio con i compagni e che invece adesso riescono a farlo. Per me è un motivo di orgoglio".

IL NUOVO PAROLO - "Benassi della Fiorentina è un ragazzo che sa inserirsi, lo vedo simile a me. In squadra abbiamo Bruno Jordao, che sta crescendo molto e che credo possa essere importante per il futuro della Lazio. Il segreto è sempre quello: non mollare mai".

IL CARATTERE - "La mia speranza era quella di fare l'animatore turistico. Poi, però, col calcio mi è andata bene. Rimane il fatto che mi piace divertirmi e far sentire a proprio agio la gente. Lo so che sono un pazzo scatenato".

SU LULIC - "Non è mai andato in palestra. Nelle ultime tre settimane stava sempre lì e gli abbiamo detto: 'Ma ti stai preparando per alzare la Coppa?' (ride)".

LOTITO - "Il problema è che è sempre impegnato, ma se riuscisse a stare sempre con noi in trasferta sarebbe grande, visto che - a quanto pare - porta fortuna. Scherzi a parte, è giusto che faccia valere il suo ruolo e che si faccia sentire. Il suo è un progetto a crescere. E da quando sono io qui, quindi cinque anni, la società è cresciuta. E' giusto anche che si arrabbi, se lo fa è perché ha il sangue vivo dentro". 


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