Taylor, manca solo il gol. La Lazio se lo gode (con un occhio già al futuro)
Elena Bravetti
RASSEGNA STAMPA - Mezzala ma non solo, oseremo dire uomo ovunque parlando di Kenneth Taylor. Propositivo quando la squadra deve costruire, fastidioso in fase d'interdizione quando il compito è sporcare le linee di passaggio avversarie. Prima o poi arriverà anche per lui il momento di passare "all'incasso", come è stato per Frattesi, già a quota tre centri.
Dopo i tre gol nei sei mesi della passata annata, per ora è ancora fermo a zero. Domani contro il Monza - sulla sua titolarità di dubbi non ce ne sono - arriva l'occasione per togliere per brutto numero dalla casella delle reti segnate. A lui non pesa, lo sappiamo. L'obiettivo è uno e solo: il risultato di una squadra che sogna, almeno per un'altra settimana, di rimanere in vetta alla classifica. Ma sotto l'aspetto realizzativo la Lazio ha bisogno di tutti.
FUTURO - Taylor non ha alcun rimpianto di aver scelto la Lazio. E si vuole ulteriormente integrare per dimostrare che questo trasferimento non è di passaggio. Il compito del club, dall'altra parte, sarà tappargli le orecchie dagli spifferi di mercato che tra qualche mese potrebbero tornare prepotenti. Se il mercato dov'essere essere bloccato (e quindi servisse aggiustare i conti per l'estate), dalla Premier League potrebbero tornare a bussare. E pure la Juve qualche pensierino potrebbe farcelo. Il suo contratto, fino al 2030, è solido, e il bonus che la Lazio ogni fine sessione gli garantisce è un'altra copertura. Ma tutto ruota attorno al progetto, che dev'essere importante. Solo così, conclude Il Messaggero, uno come Taylor rimarrebbe a lungo.


