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Lazio, il ds Fabiani attacca Moggi e Piscedda: "Cantastorie, li invito a un confronto pubblico"TUTTO mercato WEB
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 15:52Serie A
di Simone Bernabei

Lazio, il ds Fabiani attacca Moggi e Piscedda: "Cantastorie, li invito a un confronto pubblico"

Nel corso della lunghissima conferenza stampa odierna, il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani si è tolto anche alcuni sassolini dalle scarpe nei confronti di alcuni opinionisti che hanno commentato la recente sessione di mercato biancoceleste, come ad esempio Luciano Moggi e Massimo Piscedda: "Ne ho sentite di tutti i colori, mi riserverò anche di adire le vie legali per difendere la Lazio e l'onorabilità dei suoi tifosi. Ogni singolo tifoso deve avere la percezione che ci sono professionisti che operano giorno e notte per il bene della Lazio, poi ai posteri le ardue sentenze. Io vi parlo in questo momento venendo da un anno tremendo, provato da vicende familiari, ma non ho mai fatto mancare supporto a giocatori e staff. Il giorno in cui un mio nipote si toglie un rene per un male, io non c'ero perché ero qua per lavorare al servizio della Lazio. Il tempo dirà se ho fatto bene o se ho fatto male, ma ci tengo a dire una cosa: da qualche anno a questa parte ho gettato le basi per far sì che chi mi succederà, per coltivare le ambizioni giuste, avrà basi solide. Cose che non ho trovato io. Ho dovuto rifondare tutto, dal settore giovanile al femminile, dal gestire giocatori che non hanno mai calcato il prato dell'Olimpico. Io sono una persona seria, coerente e umile. Molte operazioni sono state bruciate da gruppi che non si fanno scrupoli. Non credo che nella storia ci sia un dirigente che ha denunciato mediatori o presunti tali che volevano arrecare un danno al mondo Lazio. Per mondo Lazio parlo anche del singolo tifoso, anche di quello che non è mai venuto allo stadio. Mi spiace poi sentire che Massimo Piscedda ritenga la categoria dei ds dei maggiordomi. Premesso che non mi dispiacerebbe servire a tavola perché sono umile, cosa che non è lui. Certe cose, caro Massimo, vieni a dirmele in faccia. Pensavate che io sia il servo sciocco dei procuratori? Degli amici degli amici? Io sono al servizio della Lazio e della sua comunità, prendere o lasciare. Sono disposto caro Massimo e caro Moggi a fare un confronto pubblico. Sono stato tirato per la giacchetta. A questi cantastorie dico che se vogliono un confronto pubblico possono chiamarmi, ci sarò. Poi dirò a Moggi che i libri non si scrivono romanzati dicendo cazzate. Se si deve fare un libro serve scrivere la verità, che è diversa da quella riportata. A Piscedda, per il quale nutro affetto, dico di azionare il cervello prima di parlare e di non imbrogliare la gente".