"Non ci salutavamo ma in campo avrei ucciso per lui": l'aneddoto di Simeone e Veron
Intervistati da Prime Video, Diego Simeone e Juan Sebastian Veron hanno parlato del loro rapporto nel periodo alla Lazio. I due argentini sono stati grandi protagonisti dello scudetto del 2000, eppure emerge un rapporto non certo amichevole.
Ecco le parole del Cholo in merito:
"Il presidente (Sergio Cragnotti, ndr) aveva già formato una sqyadra importante la stagione precedente: Boksic, Mancini, Ravanelli, Inzaghi, Nedved, Conceiçao, Nesta, Couto. E ovviamente l'arrivo di Sebastian Veron ha confermato l'intento".
Sulle qualità in campo di Veron
"Un giocatore che senza dubbio ha giocato al suo meglio nell'ultimo decennio ed è tra i migliori giocatori per quella posizione".
Sul rapporto nello spogliatoio
"Io sedevo accanto a lui. Arrivava e ci cambiavamo, uno accanto all'altro. Io non lo salutavo e lui non salutava me. Il nostro rapporto era puramente professionale".
Tuttavia, Simeone precisa...
"Se dovessi formare una squadra vincente, lui ci sarebbe di sicuro".
Prende parola la Brujita, oggi presidente dell'Estudiantes:
"Provo grande rispetto e ammirazione per il Cholo. Ma non sono suo amico. Non l'ho mai considerato un amico. Oggi, dopo tempo, posso considerarmi un buon compagno di squadra. Nella Nazionale, avevamo le nostre divergenze. Io e il Cholo abbiamo avuto le nostre divergenze alla Lazio".
E ancora
"In campo, io uccidevo per lui e sapevo che lui avrebbe ucciso per me. Sentivo la stessa cosa
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