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Morace e la crisi del calcio italiano: "Senza scelte coraggiose sarà solo un'operazione di facciata"TUTTO mercato WEB
© foto di Massimiliano Vitez/Image Sport
Oggi alle 18:52Serie A
di Tommaso Maschio

Morace e la crisi del calcio italiano: "Senza scelte coraggiose sarà solo un'operazione di facciata"

"Ho letto la relazione del presidente dimissionario della FIGC Gabriele Gravina. Solo lo scorso anno era stato rieletto con il 98,68% dei voti: una percentuale bulgara che suggeriva un consenso quasi unanime da parte di tutte le componenti del calcio, sia sulla sua persona, sia sui progetti illustrati nel documento. Eppure, i problemi del sistema non sono certo nati in queste settimane: sono criticità strutturali, note da tempo e condivise da tutti". inizia così un post social della leggenda del calcio italiano Carolina Morace, attuale europarlamentare del M5S, in merito alla relazione che Gabriele Gravina ha pubblicato a pochi giorni dalla mancata qualificazione ai Mondiali di questa estate e dalle sue dimissioni. "Viene quindi spontaneo chiedersi se quella compattezza, una volta distribuite le rispettive responsabilità e posizioni, non sia rimasta ai margini, lasciando il sistema bloccato nei suoi equilibri interni. Ancora una volta si rischia di eludere le vere emergenze etiche del calcio, a partire dal rapporto sempre più ambiguo con il mondo delle scommesse, indicato nella stessa relazione anche come possibile leva finanziaria per il sistema. Non basta parlare di sostenibilità e riforme se poi si continua a tollerare un modello che espone atleti, giovani e tifosi a rischi evidenti. Da ex allenatrice, colpiscono anche alcuni dati tecnici contenuti nella relazione. Il nostro campionato risulta ultimo tra i cinque principali tornei europei per numero di dribbling, velocità di circolazione del pallone e intensità della pressione sull’avversario. Indicatori che raccontano un calcio meno dinamico, meno coraggioso e meno competitivo, e che dovrebbero aprire una riflessione seria non solo sull’organizzazione del sistema, ma anche sul modello tecnico e sulla qualità dello spettacolo offerto. - si legge ancora nel post - Anche sul calcio femminile si continua a restare nel campo delle dichiarazioni di principio. Si citano esempi virtuosi, come quello spagnolo, ma senza una progettualità strutturata che consenta davvero di costruire anche da noi un sistema sostenibile e competitivo. Il calcio deve tornare a essere uno spazio sano, educativo e trasparente, ma anche più moderno e competitivo sul piano tecnico. Senza scelte coraggiose e una reale volontà di rifondare il sistema dalla base, ogni proposta rischia di trasformarsi nell’ennesima operazione di facciata".