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Le tardive proposte di Gravina non lo riscattano affatto, ma ci dicono cosa non è possibile fare. Conte-Napoli: la Nazionale sarebbe una soluzione per tutti, anche per De Laurentiis. Allegri resta comunque un candidato, e non ha chiuso

Le tardive proposte di Gravina non lo riscattano affatto, ma ci dicono cosa non è possibile fare. Conte-Napoli: la Nazionale sarebbe una soluzione per tutti, anche per De Laurentiis. Allegri resta comunque un candidato, e non ha chiusoTUTTO mercato WEB
Lorenzo Di Benedetto
Oggi alle 00:00Editoriale
Lorenzo Di Benedetto

Non riusciamo ad andare avanti, inutile nasconderci. La sconfitta dell'Italia contro la Bosnia ai calci di rigore, che è costata la terza esclusione di fila dai Mondiali, ci ha fatto malissimo e anche se è tornata la Serie A, sono tornate le coppe europee ed è tornato il calcio delle squadre di club in generale, il pensiero va ancora lì. E non è detto che sia un male. Magari questa sarà davvero la volta buona per la vera e propria rivoluzione che serve come nient'altro per uscire da questo incubo infinito nel quale siamo entrati nel novembre 2017, ovvero dalla doppia sfida contro la Svezia, e dal quale non siamo ancora usciti. Poche ore fa è stata poi pubblicata la relazione di Gabriele Gravina, presidente dimissionario della FIGC, sul calcio italiano e il primo pensiero, inevitabile, che ci è venuto in mente è stato quello relativo al clamoroso ritardo con cui l'ormai ex numero uno della Federazione ha messo nero su bianco una serie di proposte per far tornare grande il mondo del pallone nel nostro Paese.

E nessuno ci venga a raccontare che tutto è dovuto al fatto che sia stata annullata un’audizione parlamentare in seguito alle sue dimissioni, visto che Gravina aveva avuto una valanga di tempo per fare qualcosa. Ma non ha mai fatto niente. E siamo stati noi a prendere le brutte conseguenze di tutto questo. Quello che però è emerso dal dossier scritto dallo stesso Gravina è che la proposta fatta da Luciano Spalletti, nel post gara della sfida contro il Genoa, non potrà essere messa in pratica. Questioni legate a leggi che con il mondo del calcio c'entrano il giusto, visto che parliamo di diritto europeo. Una proposta impossibile da attuarsi perché contraria al principio della libera circolazione dei lavoratori, che si applica al calcio in quanto sport professionistico.

Servirà altro dunque, ma le cose da poter fare sono tantissime. Servirà chiarezza, serviranno idee vere da parte di chi prenderà il posto di Gravina, e poi sarà tempo di pensare al nuovo commissario tecnico, altro punto cruciale del nuovo corso della nostra Nazionale. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: in questo momento Antonio Conte è il candidato numero uno, ma non l'unico, visto che resta in corsa anche Massimiliano Allegri, che non ha chiuso a questa possibilità. Ma andiamo con ordine e partiamo dall'attuale allenatore del Napoli. La sua sorta di candidatura della settimana scorsa vale più di molti discorsi, soprattutto perché seguita dalle parole di Aurelio De Laurentiis che ha reso noto di essere pronto a liberare l'allenatore nel caso in cui dovesse ricevere la sua richiesta. Gioco delle parti? Sì, ma c'è di più. La sensazione è che sia l'allenatore che il presidente vogliano "liberarsi" l'uno dell'altro. Così è detta male, certo, perché il rapporto tra i due è ottimo e chiudere al 100% la permanenza del tecnico a Napoli non è possibile, ma in caso di addio ADL abbasserebbe considerevolmente i costi e dall'altra parte Conte potrebbe riprendere il percorso in azzurro interrotto nel 2016.

Ma cosa è cambiato rispetto a 10 anni fa? Antonio Conte lasciò la Nazionale con la motivazione di voler vivere il campo giorno dopo giorno. Il ruolo da ct non faceva per lui, ma oggi le cose potrebbero essere cambiate del tutto. Molto spesso diciamo che il tecnico salentino sprema tantissimo tutti i suoi giocatori, con i suoi metodi e la sua mentalità vincente, ma in questo modo Conte non fa altro che spremere anche se stesso e dopo anni con lo stress alle stelle potrebbe essere arrivato il momento di fare un altro tipo di lavoro, con "scadenza" quadriennale, ovvero fino al prossimo Mondiale del 2030.

Infine il capitolo Massimiliano Allegri. L'attuale tecnico del Milan, a precisa domanda sul suo possibile futuro da commissario tecnico non ha chiuso del tutto la porta, anzi. L'allenatore livornese ha parlato del progetto appena iniziato, l'estate scorsa, con il Milan, ribadendo l'obiettivo di voler centrare il quarto posto con i rossoneri ma non parlando della sua voglia di disputare la prossima Champions League da protagonista sulla panchina del Diavolo. Il richiamo della Nazionale italiana potrebbe farlo vacillare, senza dubbio, e per questo motivo non è certo da chiudere la porta a questa eventualità. Prima il nuovo presidente federale, poi il ct, e infine la cosa più importante: le riforme. Che questa sia la volta buona, perché in questo momento non riusciamo ad andare avanti e a dimenticare la Bosnia, quindi che sia l'ultima volta.

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