Lazio, Lotito scatenato: "Malagò in FIGC? Come se qualcuno compra prima il cavallo, poi la stalla"
La finale di Coppa Italia si avvicina, mentre il presidente della Lazio Claudio Lotito incrocia le dita affinché possa andare tutto nel miglior verso possibile contro l'Inter all'Olimpico. Intervenuto a margine della cena di gala alla vigilia dello scontro con i nerazzurri ai microfoni di Sport Mediaset: "Quanto ci credo? Noi non facciamo sgambetti a nessuno, le giochiamo per asseverare le nostre potenzialità e qualità. Talvolta ci riesce e talvolta no, io ho fatto la battuta. Difficoltà che abbiamo avuto di varia natura, non parliamo degli infortuni, una miriade e inutile che glieli elenco. Poi altre situazioni che ci hanno penalizzato magari nel raggiungimento di alcuni obiettivi più facilmente raggiungibili".
Domani ci saranno i tifosi in Curva.
"Loro rappresentano il dodicesimo uomo in campo e non è una frase convenzionale. È una realtà, ti danno una spinta in più e una motivazione in più. Chi gioca, sa che ci sono tante persone che spingono e hanno la voglia di identificarsi nelle loro gesta, devono dare il massimo e il 300% delle loro potenzialità per accontentare ed esaudire i sogni dei tifosi".
Oggi la prefettura ha deciso che il derby si giocherà lunedì alle 20:45. Sarri ha detto meglio così...
"Io mi attengo a quello che dice lui. Ha fatto le sue valutazioni. Io faccio un ragionamento ai fini dei rischi della sicurezza: un derby in contemporanea con la finale del tennis che oggi è molto seguito, rispetto a qualche anno fa, è un rischio maggiore. Per qualche persona scriteriata che voglia fare un gesto inconsulto e quindi ha un palcoscenico completamente diverso. Potrebbe stimolarlo a qualche gesto inconsulto. Io penso che se il prefetto ha ritenuto di fare una scelta del genere, se non vado errato è stato anche capo della polizia fino a qualche tempo fa, conosce benissimo Roma e i problemi, quindi si è posto la preoccupazione di evitare qualsiasi rischio che possa incidere nella credibilità del nostro calcio. Immaginate. Domani ci sono 150 paesi collegati, altrettanto per la finale di tennis. Con questa forma smagliante di Sinner ne parla tutto il mondo. Penso sia una scelta oculata e responsabile".
Malagò ha annunciato la candidatura alla presidenza della FIGC.
"Io l'ho sempre detto, non ho nulla contro la sua candidatura. Ho solo posto un problema di chi conosce forse in modo più completo questo mondo, se non altro per l'esperienza che ho vissuto. Io sono entrato in questo mondo il 19 luglio del 2004, prendendo una società che all'epoca fatturava 84 milioni e ne perdeva 86,5 e aveva 550 milioni di debiti. Società di Serie A. Poi ho acquisto una società in Eccellenza, la Salernitana, l'ho fatta ripescare con un cospicuo esborso di soldi e nel pieno del regolamento, in Serie D ho vinto, sono andato in C2, poi in C1, anno dopo anno sono salito e andato in B, ma l'ho dovuta lasciare perché avevo la doppia proprietà. Poi l'hanno venduta, il 31 dicembre a mezzanotte meno un minuto. Ritenendo non ci fosse la possibilità, anche se ero uscito il 1° luglio, che non fosse trasparente. Quando anche tutta la Lega di Serie A, all'unanimità, con l'astensione mia della Lazio e della Salernitana che non dovesse essere venduta il 31 dicembre ma eventualmente l'anno dopo. Ma esistevano già società come la Sampdoria, con un trust. Scelte che qualcuno ha fatto ma alla fine hanno venduto la Salernitana a 10 milioni. Aveva 26 milioni in cassa, nemmeno un debito, con i giocatori. All'epoca fu valutata da persone preposte. Penso di avere una conoscenza specifica in questo settore. Ritengo che tutte le norme presenti e alla base del funzionamento del sistema, alcune di questi estremamente datate. Avevo detto della legge 91, qualcuno mi ha corretto e detto 'Sì, ma la 91 del 1981 non c'è più. È stata corretta'. No, è stata corretta peraltro pure monca. Io sono riuscito a far avere un incremento leggero alla Serie A in termini percentuali, quando oggi è la locomotiva di tutto il sistema. Negli altri Paesi c'è una configurazione completamente diversa da quella italiana. All'epoca c'era un calcio romantico, ai patron che gestivano e finanziavano, oggi con società quotate e fondi di investimento internazionali che richiedono un ruolo completamente diverso soprattutto della Lega Serie A. È l'elemento attrattivo di tutto il sistema. Cosa significa? Avrei fatto prima tutte le riforme, e poi avrei scelto Malagò. Anzi, l'avrei messo anche come commissario, se questo era la volontà delle persone. Ma il tema è che è come se qualcuno si compra il cavallo prima ancora di prendere la stalla. Il cavallo che faccio? Lo tengo per strada? Prima si compra la stalla e poi il cavallo. Questo è il tema. Prima fai le riforme, poi si affidano le chiavi alla persona che - una volta fatto l'impianto complessivo normativo - ritiene giusta per accrescere e migliorare ancora. Non c'è un problema di persone. Come al solito in questo mondo vive più che l'aspetto concreto, il fenomeno. Kant faceva una differenza tra fenomeno e numero. L'apparenza è quello che appare, noi dobbiamo dare risposte concrete ai problemi. E soprattutto c'è una forma di disaffezione. Nasce dalla mancata presenza di risultati, ma quando vedi alcuni paesi che hanno scarse potenzialità in termini abitativi - come selezione di atleti - e non dotati economicamente... nonostante ciò ci hanno umiliato. Non voglio entrare nel merito... Chiaro che il sistema così come concepito è sbagliato. E non è solo l'uomo al comando che risolve il problema. Si ricordi una cosa: le leggi le fa il Parlamento, non la Federazione. La FIGC fa le norme organizzative interne. Quindi sarebbe stato più giusto che il Parlamento si fosse assunto la responsabilità di disegnare un nuovo assetto e una organizzazione, poi in totale autonomia il calcio avrebbe dovuto designare chi gestiva questa nuova ripartenza del sistema".
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






