Mister 110 miliardi (di lire) compie 51 anni, auguri al Valdanito
Il 5 luglio non è una data qualsiasi per il calcio mondiale: oltre a rievocare le imprese mitiche del Sarrià, segna la nascita di Hernán Crespo, uno dei centravanti più completi, eleganti e letali della storia moderna. Nato a Florida il 5 luglio 1975, l'attaccante argentino ha legato a doppio filo la sua leggendaria carriera all'età dell'oro della Serie A, diventando il prototipo del numero 9 moderno: tecnico, d'area di rigore, implacabile nel gioco aereo e straordinario nella coordinazione.Dall'esplosione in patria con il River Plate fino al tetto d'Europa, la sua è la cronaca di un bomber che ha saputo farsi amare ovunque abbia giocato, lasciando un segno indelebile nel cuore dei tifosi italiani.
Gli inizi e l'oro di Parma: la nascita di "Valdanito"
Cresciuto calcisticamente nel River Plate, Crespo si guadagna rapidamente il soprannome di "Valdanito" per la somiglianza fisica e tecnica con la leggenda del real Madrid Jorge Valdano. Dopo aver trascinato i Milionarios alla conquista della Copa Libertadores nel 1996 con una doppietta in finale, sbarca in Italia grazie all'intuizione del Parma di Callisto Tanzi. In Emilia, sotto la guida di Carlo Ancelotti prima e Alberto Malesani poi, Crespo diventa il terminale offensivo di una squadra leggendaria. In quattro stagioni conquista una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e soprattutto la Coppa UEFA del 1999, sbloccando la finale di Mosca contro il Marsiglia con un magico pallonetto. In maglia gialloblù colleziona 80 gol, diventando l'idolo assoluto del Tardini. I record del calciomercato e lo scudetto con la Lazio Nel 2000, il presidente della Lazio Sergio Cragnotti decide di rompere ogni record di mercato, acquistando Crespo per la cifra astronomica di 110 miliardi di lire (l'acquisto più costoso della storia del calcio fino a quel momento). Per raggiungere quella cifra astronomica e aggirare i vincoli di liquidità, la Lazio inserì nell'operazione due contropartite tecniche di altissimo livello che fecero il percorso inverso verso l'Emilia: il centrocampista argentino Matías Almeyda e l'attaccante portoghese Sérgio Conceição.I retroscena e l'accordo economico
Dietro le quinte del trasferimento ci fu il lavoro febbrile del procuratore del giocatore, Gustavo Mascardi, e del direttore sportivo biancoceleste del tempo, Nello Governato. L'accordo venne blindato con cifre faraoniche anche per il calciatore: Ingaggio monstre: Crespo firmò un contratto quinquennale da circa 8 miliardi di lire netti a stagione (circa 4 milioni di euro), balzando immediatamente tra i calciatori più pagati del pianeta. I diritti d'immagine: Per la prima volta in Italia, la trattativa si focalizzò pesantemente sulla gestione dei diritti d'immagine commerciali in Sudamerica, un dettaglio che richiese giorni di limature legali. Il blitz di Cragnotti: Il presidente della Lazio volle chiudere l'operazione prima dell'inizio del ritiro estivo, battendo sul tempo la concorrenza del Real Madrid e della Juventus, che avevano effettuato timidi sondaggi con il Parma. L'impatto a Roma è devastante: Si laurea capocannoniere della Serie A nella stagione 2000/2001 con 26 reti.Vince la Supercoppa Italiana, trascinando l'attacco biancoceleste a suon di gol spettacolari e acrobazie in area di rigore.Il viaggio tra le milanesi e la parentesi Chelsea
La crisi finanziaria della Lazio spinge Crespo verso l'Inter nel 2002, dove eredita la maglia di Ronaldo il Fenomeno e si consacra come uno dei migliori bomber di Champions League. Nel 2003 tenta l'avventura in Premier League al Chelsea, ma il richiamo dell'Italia è troppo forte. Nel 2004 passa in prestito al Milan di Carlo Ancelotti. La stagione è straordinaria ma culmina nella notte più drammatica della sua carriera: la finale di Champions League a Istanbul contro il Liverpool. Crespo segna due gol da antologia nel primo tempo, ma la rimonta inglese spegne il sogno della coppa dalle grandi orecchie. Tornerà poi all'Inter nel 2006, dove vincerà finalmente tre scudetti consecutivi, recitando un ruolo da protagonista assoluto nello scacchiere di Roberto Mancini.Il capitolo Nazionale e la nuova vita in panchina
Con l'Albiceleste, Hernán Crespo ha vissuto una staffetta generazionale ed eterna con Gabriel Omar Batistuta, riuscendo comunque a segnare 35 reti e a partecipare a tre Mondiali (1998, 2002, 2006). Dopo il ritiro, avvenuto nel 2012 dopo un romantico ritorno a Parma, ha intrapreso la carriera da allenatore portando le sue idee di calcio offensivo in giro per il mondo. Ha conquistato una storica Copa Sudamericana nel 2020 sulla panchina del Defensa y Justicia, ha vinto il campionato brasiliano con il San Paolo e, più recentemente, ha guidato l'Al-Ain alla vittoria della AFC Champions League, dimostrando che il suo DNA è, e rimarrà sempre, strettamente legato alla vittoria.Altre notizie
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