Buffon: "Gattuso lo avevo suggerito, non scelto. Io di ct me ne intendo, ne ho avuti nove"
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Dimitri Conti
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Oggi alle 07:33Serie A
autore Dimitri Conti
20.10.2026 07:33Serie A
L'ex portiere parla a La Gazzetta dello Sport del suo ex compagno di nazionale ora alla Lazio, ma anche di Juve, Spalletti e... Zenica.
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La Gazzetta dello Sport ha intervistato Gianluigi Buffon, ex portiere e capo delegazione della Nazionale che torna (anche) sul periodo trascorso a Coverciano con Gennaro Gattuso, nel parlare dell'impatto portato da quest'ultimo alla Lazio: "Io lo avevo suggerito, non scelto. Non ero il presidente e non credo lo sarò mai. In maniera calda, sapevo che col pochissimo tempo a disposizione avrebbe creato un rapporto con la squadra e senso d'appartenenza. È un ct competente, al di là di tutte le etichette contro cui combatte. Dopo qualche legittima riserva l'ho visto e ho detto che era perfetto per quel momento. E io di ct me ne intendo, ne ho avuti nove".
Il presente della Lazio
E ancora, prosegue Buffon, passando all'attualità di casa Lazio: "La squadra è rinvigorita, si vede che dal suo arrivo è successo qualcosa. E ora ci crede e si diverte, merita complimenti. Ad agosto erano tra 9° e 11° posto, se arriva tra le prime sette è un gran risultato, grandissimo se tra le prime sei, la Champions sarebbe qualcosa di assoluto".Quella maledetta Bosnia
Si torna inevitabilmente con la mente, poi, a Zenica: "Giocando in casa della Bosnia, dove nel calcio di oggi hai il 50% di probabilità di vincere, in dieci per 80 minuti e dopo aver sbagliato tre gol e con un'espulsione gigante loro non vista, davvero qualcuno può parlare di disastro? Fosse finita 1-0 avrebbero tutti detto che cuore, che difesa. Dopo i rigori, che fallimento. Ha poco senso giudicare così". E poi: "Confesso che in panchina anche io ho avuto la sensazione che dopo il rosso a Bastoni, Gattuso abbia sbagliato a non chiudersi dietro a quattro. Ma con un altro anche il 5-0 all'Estonia o le vittorie con Israele sarebbero state giudicate un ottimo avvio di percorso. Con Rino, invece, tutto facile".Spalletti e la Juventus
Impossibile non parlare di Juventus, anche, in conclusione: "Capisco lo sfogo di Bremer, quando parli però devi essere nella posizione di quello che dà di più e può permettersi certe stoccate. Non sarà la più forte delle Juventus, ma se togli Yildiz, Locatelli, Thuram, Ekhator, Milik e Grabara è come togliere Cannavaro, Buffon, Totti, Nesta e Pirlo all'Italia. Spalletti non cerca alibi, ma ha anche giocato contro la Lazio tre giorni dopo Vigo. La Lazio correva al doppio della velocità. Se vedo una speranza, è nel continuare il lavoro di Spalletti fino in fondo. Se cambi cinque allenatori in quattro anni, il problema non può essere sempre e solo lui".Altre notizie
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