Duello in FIGC, Walter Sabatini: "Galliani è il miglior dirigente del dopoguerra"
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Daniele Najjar
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Oggi alle 11:20Serie A
autore Daniele Najjar
28.10.2026 11:20Serie A
TuttoSalernitana.com
La lotta nei piani alti della Serie A continua ad essere appassionante, con Lazio e Roma - vittoriose anche ieri contro Sassuolo e Cagliari - che non sembrano voler mollare il colpo, oltre al Como di Fabregas. Intanto c'è da lottare anche ai vertici della FIGC, dove regna l'incertezza attorno a Malagò. Il dirigente Walter Sabatini ha parlato a TuttoMercatoWeb.com delle sue impressioni su alcuni dei temi di attualità del nostro calcio.
Che ne pensa della nuova incertezza ai vertici della FIGC e del nome di Galliani opposto a Malagò? Dopo tanti mesi dalla serata di Zenica...
"Una cosa che non aiuterà certamente la ricostruzione di un progetto serio: spero che le cose si risolvano in fretta. Non voglio schierarmi per un fronte o per un altro, perché non è il mio ruolo e non è una cosa ne miei pensieri, ma voglio ricordare una cosa: Galliani è il miglior dirigente calcistico del dopoguerra e questo va detto e ricordato".
La Roma è ancora lì davanti a lottare, appena dietro a Lazio e Inter: lo farà fino alla fine?
"E lo è meritatamente, sta giocando un calcio entusiasmante, è una squadra molto determinata, solida, monolite. Difficile giocarci contro e difficile soprattutto batterla. Merita quello che ha e credo che il cammino sarà coerente con quello che sta facendo adesso e combatterà certamente fino all'ultima partita per lo scudetto".
Quanto dipenderà dalle condizioni di Dybala?
"Molto dipenderà dagli infortunati in generale, perché non c'è solo Dybala: l'assenza più grave per la Roma in questo momento è quella di Manu Kone. Un centrocampista che determina da solo la compostezza e la compiutezza di un reparto. Gli assenti stanno condizionando tantissime squadre: ci sono infortuni a valanga di tipo muscolare, una cosa preoccupante, ma per tutte le squadre. Un fenomeno che condizionerà gli esiti finale del campionato".
L'Inter è troppo più forte o può pagare cara la debolezza difensiva?
"L'Inter non ha debolezza difensiva reale. Ha fragilità dovuta a delle scelte. Mi spiego: l'Inter vuole giocare sempre a calcio, un calcio offensivo. Ci sta che qualche volta prenda infilate. Una scelta che privilegia lo spettacolo, si sa che qualche ribaltamento lo prendi. Ma fra il dare e l'avere credo che il saldo sarà sempre in positivo per l'Inter".
Che ne pensa della scelta fatta dalla Juventus in estate nel prendere Kolo Muani e Woltemade, entrambi molto criticati?
"Per me parliamo di una bella coppia, destinata a crescere nel rendimento, vedo due attaccanti che si stanno integrando sempre di più in ogni gara. Nonostante le critiche, Kolo Muani rimane un attaccante che stimo moltissimo, uno che spacca il fronte offensivo con il movimento, la corsa e lo smarcamento. Molto propositivo e coraggioso. Certo, la situazione lo porta a sbagliare spesso, ma insieme a Woltemade riuscirà ad essere costante nei gol per la Juve. Ma aggiungo una cosa".
Prego.
"Per quanto riguarda la Juventus non guardo solo ai due attaccanti, ma deve crescere tutta la squadra: Spalletti è una garanzia in tal senso e ha bisogno solo di tempo".


