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tmw / livorno / Editoriale
Chi sbaglia pagaTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano
lunedì 21 ottobre 2013, 23:30Editoriale
di Luca Aprea
per Amaranta.it

Chi sbaglia paga

Milano - In Serie A se sbagli, paghi. Contro chiunque. Anche contro una squadra non di prima fascia come la Sampdoria. E' questa la lezione che il Livorno deve trarre dall'atroce beffa di domenica contro i blucerchiati. Non c'è stato nemmeno il momento di gioire per il gol di Siligardi che subito è arrivata la doccia gelata del secondo penalty (netto) per i doriani. Premessa: i rigori se ci sono vanno assegnati e l'arbitro Celi non ha sbagliato a punire, come regolamento impone, i falli di Duncan e Luci. Resta il fatto che concedere due rigori alla stessa squadra, di cui uno al 96', per un arbitro è una bella prova di personalità. Una dote che ci aspettiamo di ritrovare in tutti i direttori di gara che incroceranno gli amaranto anche quando si troveranno a fischiare in stadi "pesanti" come l'Olimpico, San Siro e...Marassi.

Detto questo non è certo all'arbitro che si può imputare la sconfitta. Il Livorno ha infatti pagato a caro prezzo due gravi ingenuità che, come detto, in Serie A non si possono commettere. Dal punto di vista tattico Nicola ha finalmente provato Duncan sulla corsia di sinistra ma l'esperimento, ad essere onesti, ha lasciato un po' a desiderare. Difficoltà prevedibili e inevitabili visto che per il ghanese era la "prima" nel nuovo ruolo ma che, di fatto, sono costate il primo rigore. Peccato, ma non parliamo di bocciatura. I cambi di ruolo sono frutto del lavoro e se Nicola crede in questa soluzione farà bene a insistere.

Tuttavia non tutto è da buttare. Anzi. Il Livorno infatti ha perso una partita rocambolesca che, dal punto di vista del gioco, avrebbe meritato perfino di vincere. La Sampdoria, sicuramente la peggiore squadra vista finora all'Ardenza, è stata per ampi tratti schiacciata e ha mostrato tutti i suoi limiti. Senza gioco nè idee i blucerchiati si sono limitati ad approfittare dei due pacchi dono ricevuti sul dischetto. Ed è da questa superiorità che gli amaranto debbono ripartire. 

Quindi nessun dramma, la corsa è lunga. Senza contare che la sconfitta non può far passare in secondo piano il ritorno al gol del "Sili", un giocatore che se torna sui livelli dello scorso anno può fare la differenza anche nella massima serie. Buona parte della corsa salvezza degli amaranto passa dal suo completo recupero e dai suoi piedi fatati. 

Il Livorno non deve avere immotivati complessi di inferiorità. Le squadre che lottano per la salvezza hanno dimostrato di essere ampiamente alla portata, se non addirittura inferiori. Con un po' più di attenzione e un pizzico di fortuna in più la classifica, che resta comunque molto buona, può migliorare ulteriormente.

Domenica altro scontro diretto contro l'inguaiatissimo Bologna. Il tempo dei regali è finito.