Contro l'Avellino diecimila copie dell'Inno amaranto all'Ardenza
Livorno - Contro l'Avellino, tutto lo stadio d'Ardenza, che si preannuncia esaurito, sosterrà il Livorno. E lo farà, è il caso di dire, cantando e rendendo onore al mitico Inno amaranto, il più antico inno di un club calcistico d'Italia. Per l'occasione, infatti, il club di via Indipendenza stamperà e diffonderà diecimila copie testuali dell'inno scritto nel 1931 da Giorgio Campi e musicato da Alberto Montanari, al fine di favorire il sostegno alla squadra di Ezio Gelain. La speranza è che i tifosi, quando lo canteranno, riescano a seguire, tutti assieme e senza eccessive sovrapposizioni, la trama di testo e musica.
Inno amaranto
(musica di Alberto Montanari, testo di Giorgio Campi)
Baldi e fieri venite o compagni,
l’inno sacro al trionfo s’intoni,
salga l’urlo dei nostri polmoni:
hip hurrà, hip hurrà, hip hurrà!
Campi e prati baciati dal sole,
Il bel mare increspato dai venti,
ecco i luoghi dei nostri cimenti,
i teatri del nostro valor.
Per l’Unione Sportiva Livorno,
pei suoi baldi, gloriosi, campioni,
s’alzi l’urlo dei nostri polmoni:
hip hurrà, hip hurrà, hip hurrà!
L’amaranto è la nostra bandiera,
giovinezza la salda speranza,
nella forza la sola baldanza,
fine e premio soltanto l’onor.
Bel colore di nostra divisa,
non piegare un istante giammai,
ma tra gli altri superbo tu vai,
senza macchia, senz’ombra, o color!


