La presentazione. Livorno, contro l'Avellino è un pranzo di gala
Livorno - Dopo il prologo vincente di Varese e la tre giorni di orgoglio amaranto al PalaModì le celebrazioni per il Centenario arrivano finalmente all'Armando Picchi dove la squadra di Gelain domenica ospita, nell'inusuale posticipo di mezzogiorno, l'Avellino. Un vero e proprio scontro diretto visto che gli irpini in classifica sono alle spalle del Livorno, distanti un solo punto. La stessa distanza che dopo la penalizzazione del Bologna in settimana separano Luci e compagni dal secondo posto che vale la promozione diretta. E dato che la matematica non è un'opinione è evidente come a quella prestigiosa poltrona puntino forte anche i Lupi dell'Irpinia che dopo aver sbranato nella loro tana del Partenio il Frosinone, altra diretta concorrente, non hanno alcuna intenzione di fermarsi.
Troveranno però un clima decisamente caldo. La società, per i festeggiamenti davanti al pubblico di casa, ha optato saggiamente la scelta dei prezzi popolari (curve a 5 euro, gradinata a 10) per riempire in ogni ordine di posto i gradoni dell'Ardenza. Inoltre verranno distribuite oltre 10mila copie dello storico Inno Amaranto di Campi e Montanari per far risuonare alto e forte, fin dal momento dell'ingresso in campo delle squadre, il grido di appartenenza del popolo labronico. La linea è chiara e delineata: è la nostra festa, la partita è importante, Lupi a cuccia.
Per quanto riguarda le formazioni il Livorno, che per l'occasione domenica scenderà in campo con la maglia storica del 1915, dovrà rinunciare oltre all'infortunato Djokovic, anche agli squalificati Gonnelli e Ceccherini. Gelain potrebbe dunque optare per una difesa a tre con Emerson, Bernardini e Lambrughi sulla falsa riga di quella vista contro il Bari o iniziare a quattro con l'inserimento di Moscati. A centrocampo dovrebbero partire Luci e Biagianti con Gemiti e Maicon sugli esterni. In attacco al fianco del tandem Siligardi-Vantaggiato probabile che la scelta cada su Jelenic. Attenzione però al grande ex, Andrey Galabinov, che in Campania ha lasciato un gran ricordo. Se resta in panchina anche in quella che in un certo senso è la 'sua' partita sarà difficile non farne un caso.
In casa biancoverde Rastelli dovrebbe confermare il 433 con cui l'Avellino ha annichilito Dionisi e compagni con Comi, che ha scontato il turno di squalifica, e Castaldo in attacco (i due peraltro firmarono il successo in rimonta nella gara di andata) supportati dal sempre pericoloso Sbaffo.
La tavola amaranto è imbandita, tutti ai loro posti, il pranzo è servito, le cento candeline sulla torta pronte, manca solo la ciliegina da tre punti. Avanti vecchia Unione!


