La presentazione. Livorno a Cagliari più per l’orgoglio che per la classifica
Livorno – Uno stadio tutto esaurito, una corazzata che viaggia a vele spiegate verso l’immediato ritorno in Serie A, un undici nettamente superiore che dopo un periodo di appannamento cerca proprio contro gli amaranto lo scatto finale verso l’agognato trionfo. Di fronte un gruppo spaurito e depresso che ha appena spento, nella disgraziata trasferta di Salerno, le residue speranze di salvezza. Forse siamo stati troppo duri ma questa è la realtà, questo è lo scenario con cui il Livorno si presenta al Sant’Elia per la già di per sé durissima trasferta sarda. Solo una vittoria potrebbe riaprire un piccolo spiraglio di salvezza. Un pari allungherebbe l’agonia mente una nuova sconfitta farebbe partire il conto alla rovescia con l’aritmetica. Le porte verso l’inferno sono già spalancate, sabato sera potremmo varcare la soglia verso l’Abisso che, non a caso, sarà l’arbitro del match.
Mister Gelain in Sardegna ritroverà Fedato che ha scontato il turno di squalifica e con tutta probabilità giocherà al fianco di Aramu alle spalle di Vantaggiato. In difesa dovrebbe essere riproposta la difesa a tre. In mezzo da capire se il tecnico labronico vorrà giocarsi dal 1’ le carte Moscati e Biagianti. Anche perché qualche pedina rispetto alla scoraggiante prestazione dell’Arechi dovrà essere cambiata, non fosse solo altro per dare una scossa. In casa rossoblu nessun particolare problema di formazione per Rastelli eccezion fatta per Farias (uno che quando vede amaranto spesso va a segno…) che non ha ancora recuperato dall’infortunio e al 99% non ci sarà. Ma davanti il tecnico degli isolani non ha certo problemi visto che può disporre di gente come Sau, Giannetti, Joao Pedro, Cerri.
Il Livorno deve onorare la maglia. Sudare e lottare su ogni pallone fino all’ultimo secondo dell’ultima partita. Poi sarà quel che sarà


