Torneo di Viareggio. Livorno beffato allo scadere, vince il Torino per 1 a 0
Viareggio – Ha il sapore acre della beffa la sconfitta rimediata questo pomeriggio dalla Primavera amaranto di Stefano Brondi contro il Torino che, con i tre punti raccolti presso lo Stadio dei Pini “Torquato Bresciani”, si è assicurato l’accesso alla fase ad eliminazione diretta con un turno d’anticipo.
I giovani amaranto, quest’oggi in maglia bianca, sono stati disposti in campo dal tecnico livornese con un giudizioso 4-2-3-1, caratterizzato dalla presenza di Bartorelli e Brizzi a fare da frangiflutti di fronte ad una difesa orfana di Macera e composta da Morelli, Benassai, Buselli e Santini schierati dinanzi al confermatissimo Romboli; Sagnini, Testa e Poggi erano i tre trequartisti alle spalle di un Andrea Cragno a cui veniva chiesto di fare gli straordinari in fase difensiva, in ragione della conclamata maggior caratura tecnica della squadra avversaria. Nell’undici di partenza, oltre a non essere schierato alcun giocatore fuoriquota com’è consuetudine in casa amaranto, erano presenti tre elementi nati nel ’98 (Benassai, Sagnini e Testa), uno nato nel ’99 (Romboli) ed uno nato nel 2000 (Santini), direttamente proveniente dall’Under 17 di Matteo Gai.
Ordinato e compatto, il Livorno è sceso in campo contro la squadra campione d’Italia in carica per interpretare il confronto di oggi nell’unica maniera possibile: i ragazzi di Stefano Brondi hanno improntato la loro partita all’insegna del dinamismo, della velocità e della breve distanza tra i reparti. Attenzione, intensità e corsa sono stati gli ingredienti di una partita che ha visto il Livorno contenere le avanzate degli attaccanti granata e provare a rendersi minaccioso con pericolosi contropiedi orchestrati da Sagnini, Cragno e Poggi.
A dire il vero, per tutto il primo tempo e per tre quarti della ripresa, il giovane Romboli non ha neanche dovuto compiere chissà quali interventi per mantenere inviolata la propria porta: se si eccettua un tuffo sulla propriadestra a deviare in angolo un tiro a giro di Berardi, l’estremo difensore amaranto non ha corso particolari pericoli, sebbene abbia trascorso lunghi frangenti della partita nel vivo dell’azione.
Il Livorno ha fronteggiato bene il più quotato avversario provando a punire i granata allenati da Longo con rapide azioni di contropiede, purtroppo concluse con un nulla di fatto: in ben due occasioni, l’ottimo Andrea Cragno ha avuto la possibilità di involarsi verso la porta difesa da Cucchietti ed, in entrambi i casi, l’attaccante nativo di Fiesole non è riuscito a concludere pericolosamente verso lo specchio della porta avversaria, principalmente perché sfiancato dal grande lavoro in fase di copertura che il tecnico gli chiedeva dalla panchina.
La seconda frazione di gioco si è aperta con un Livorno, apparso persino in crescita rispetto alla prima: gli uomini di Brondi riuscivano ad opporsi al Torino con maggior disinvoltura e convinzione, inaridendo sul nascere le fonti di gioco dei piemontesi.
Tutto ciò è potuto durare, tuttavia, fin quando è iniziata la consueta girandola delle sostituzioni, che ha consentito al tecnico dei granata di attingere ad un organico qualitativamente e quantitativamente sterminato, inserendo elementi fino ad allora rimasti a sedere, senza che il suo dirimpettaio potesse fare altrettanto: e così, dopo una pericolosa azione di contropiede vanificata da Sagnini che non ha passato il pallone a Cragno solo al centro dell’area, l’ultimo quarto d’ora di partita si è trasformato in un vero e proprio assedio alla porta di Romboli, il quale, dopo aver incredibilmente deviato in angolo un colpo di testa di Tassi e aver respinto una conclusione da posizione ravvicinata da parte di quest’ultimo, si è dovuto arrendere al tap in vincente dell’albanese Gjuci. Al momento del gol, mancavano appena quindici secondi al fischio finale e c’è stato soltanto il tempo di battere il calcio d’inizio prima che il direttore di gara dichiarasse chiuse le ostilità.
Al termine di una partita in cui la prestazione complessiva della squadra amaranto e tante prestazioni individuali sono sicuramente da salvare e da tenere in grande considerazione per il futuro, è giunta una buona notizia dallo Stadio Nannotti di Badesse perché i danesi dell’Helsingor hanno sconfitto per 1-0 i giocatori della Rappresentativa Serie D: questo risultato, per certi versi inaspettato, fa del Livorno una squadra artefice del proprio destino, in quanto una vittoria amaranto contro la compagine scandinava, nel confronto diretto di domenica mattina allo Stadio Magnozzi, qualificherebbe i toscani, a meno di clamorosi sviluppi nella sfida tra il Torino e la Rappresentativa Serie D.
Risultato finale: Torino – Livorno 1-0
Torino (4-3-3): Cucchietti; Carissoni, Mantovani, Friedenlieb, Procopio; Kouakou (14' st Tassi), Osei, Segre (14' st Piccoli); Berardi (34' st Traore), Tobaldo (23' st Gjuci), Candellone (34' st Compagno). A disp.: Savatovic, Poggio, Origlio, Tindo, Novello, Giraudo, Zenuni, Auriletto, Stanghellini, Ianniello. All.: M. Longo.
Livorno (4-2-3-1): Romboli; Santini, Buselli, Benassai, Morelli; Brizzi, Bartorelli; Sagnini (32' st Cortopassi), Testa, Poggi (13' st Folegnani); Cragno. A disp.: Signorini, Bani, Dell’Aversana, Ettajani, Annibale, Guastapaglia, Bardini, Cerri, Migiotti, Camarlinghi, Vittorini. All. S. Brondi.
Rete: 43’ st Gjuci.
Arbitro: Zufferli di Udine.
Note: ammonito Benassai.


