Livorno, presentato il portiere Martinez: "Pronto a combattere con i miei compagni"
Livorno - A margine della presentazione delle nuove maglie per la stagione 2026/27, all'interno del rinnovato store ufficiale nel centro commerciale Parco Levante, è stato presentato a stampa e tifosi anche il nuovo portiere amaranto, lo spagnolo Miguel Angel Martinez: "Dopo la chiamata del mister (che lo ha allenato a Catania, ndr) non ci ho pensato due volte. Devo essere sincero, del Livorno attuale, conosco soltanto le stagioni precedenti, so che il campionato precedente è stato abbastanza sofferto".
"Quest'anno - ha aggiunto Martinez in un ottimo italiano, ben appreso negli anni in cui ha giocato nel nostro Paese - abbiamo una grossa opportunità, insieme al mister e al direttore, di costruire una famiglia, e servirà l'aiuto di tutti con le presenze allo stadio. Sicuramente da parte mia la conoscenza con il mister e il ds è qualcosa che mi ha spinto molto a venire qua e mi ha fatto sentire subito un livornese in più anche perché ho sempre provato tanta stima per il mister, per la sua storia, Sono qui a combattere con i miei compagni con cui fin da subito, c'è stata una sensazione bellissima anche nello spogliatoio, c'è un bel gruppo, quindi, considerato tutto questo insieme di cose, la scelta è stata semplicissima da prendere".
Sulle ambizioni del Livorno l'estremo difensore iberico è diretto: "È molto semplice, noi guarderemo partita dopo partita, ogni gara deve essere una finale, c'è un mix in questa squadra tra gente più esperta e gente più giovane, quindi noi più grandi dobbiamo cercare semplicemente di mettere i giovani, e viceversa, nelle condizioni di giocare 100-110 minuti ogni domenica col sangue negli occhi, e cercando di correre più degli altri, perché alla fine questa categoria non ha nessun segreto, se non quello di correre più degli altri, sudare più degli altri e volere la vittoria, più di ogni di ogni cosa, questo sarà il segreto di questa squadra".
Sul livello di preparazione dopo il ritiro Martinez ha spiegato che "sicuramente ci serve ancora un po' di tempo per trovare la condizione fisica adatta ma preparatore che abbiamo ha un'esperienza in diversi club, a livello internazionale è un preparatore di altra categoria, quindi noi ci affidiamo a lui e allo staff per arrivare nel migliore dei modi, ma sicuramente ancora non siamo al top della condizione".
Intanto sabato sera c'è la prima al "Picchi" con l'amichevole contro l'Empoli: "Sabato è un bel test per noi, sicuramente lo interpreteremo come una partita di campionato perché ci può servire per arrivare al 15 di agosto (prima gara ufficiale di Coppa Italia con la Reggiana, ndr) nel migliore dei modi possibili. Nonostante sia ancora calcio d'agosto noi, vogliamo andare in campo come se fosse una partita di campionato".
Reduce dall'esperienza nel massimo campionato maltese con il Birkirkara Martinez ha provato anche a tracciare un piccolo confronto tra quella realtà e la terza serie italiana che conosce benissimo avendo giocato, oltre con il Catania anche con Triestina, Pordenone e Reggina: "La Serie C italiana il campionato maltese sono sicuramente due campionati molto diversi ma sono sempre squadre che fanno le coppe europee quindi per forza si devono costruire le squadre per poter provare a competere anche in questi tornei. Sicuramente la differenza principale è a livello fisico ed è un campionato molto più veloce. A livello tattico, però, la Serie C è davvero molto avanti a livello storico e anche come infrastrutture. Sicuramente, però, mi ha aiutato molto disputare un campionato complesso con 32 partite tra Europa League e campionato. Essendo un tipo di calcio molto dinamico, il portiere ricopre un ruolo praticamente di ultimo difensore, sia a livello di impostazione con i piedi, sia a livello di copertura dello spazio. Questo mi ha aiutato tanto per crescere ulteriormente e spero di poter metterlo a disposizione da sabato in campo".
E proprio su questo aspetto, la sua interpretazione del ruolo in un calcio dove il portiere è chiamato non solo a difendere i pali ma ad essere una sorta di giocatore di movimento aggiunto Martinez dimostra di avere le idee chiare: "Per me la prima cosa per un portiere è quella di saper parare così come il difensore deve saper difendere, il centrocampista saper impostare e l'attaccante segnare. Partendo da questa base io cerco sempre di dare una mano in impostazione alla squadra, di diventare sempre l'uomo in più e di mettere quella mia esperienza a livello di copertura dello spazio, essere al servizio della squadra, cercando di diventare sempre l'uomo in più in impostazione. Se poi sia anche per questo che mi hanno scelto - conclude sorridendo - va chiesto al mister io di sicuro metto tutti i miei attributi al servizio della squadra e se questi verranno sfruttati io sono contento".


