Igor Protti commuove l’Italia: sorretto dal figlio, accompagna Noemi all'altare
Il matrimonio di Noemi, figlia di Protti si è svolto nel week end del 23-24 maggio 2026, Igor ha dichiarato: "È stata una fatica immane, ma dovevo esserci"
LIVORNO – Ci sono gol che restano nella storia del calcio per la bellezza tecnica, e ci sono momenti che ridefiniscono il concetto stesso di forza e di amore. Igor Protti, indimenticato "Bomber" del calcio italiano e idolo di piazze come Livorno e Bari, ha firmato l'impresa più importante della sua vita, lontano dai campi di gioco.
Nonostante le pesanti cure a cui è sottoposto, l'ex attaccante ha esaudito il suo desiderio più grande: accompagnare la figlia Noemi all’altare nel giorno del suo matrimonio.
Da luglio 2025, Protti sta conducendo una battaglia pubblica e serrata contro un tumore al colon. Una sfida durissima, fatta di interventi chirurgici e cicli di terapie che hanno inevitabilmente provato il suo fisico.
Eppure, davanti alla prospettiva del giorno più importante della figlia, lo Zar non ha voluto cedere alla fatica.Il cammino lungo la navata della chiesa è diventato così il simbolo di una tenacia straordinaria.
Con il corpo affaticato ma lo sguardo fiero, Protti ha percorso i passi verso l'altare sorretto dall'altro figlio, Nicholas Flavio.
Un'immagine di una potenza emotiva devastante: un padre che si aggrappa alla forza della famiglia pur di non mancare all'appuntamento più dolce."È stata una fatica immane, ma dovevo esserci" ha confessato lo stesso Protti in una toccante intervista rilasciata al Corriere della Sera.
Una testimonianza che fotografa perfettamente l'uomo prima ancora del calciatore, capace di trasformare la propria vulnerabilità in un messaggio di speranza e determinazione.
La notizia, rimbalzata sui social attraverso scatti privati carichi di commozione, ha unito l'intera Italia calcistica. In poche ore, i tifosi di Livorno, Bari, Lazio, Napoli e di tutte le squadre che hanno amato i suoi gol si sono stretti attorno al proprio idolo. Centinaia di messaggi di solidarietà e affetto hanno invaso la rete, a dimostrazione di come lo Zar, con questo gesto, abbia segnato il gol più bello: quello della dignità e dell'amore paterno di fronte alle avversità della vita.
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