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Le nuove posizioni di Kakà e Poli: così Seedorf ha cambiato il suo Milan

autore
Enrico Ferrazzi
per Milannews.it
sabato 29 marzo 2014, 08:00Primo Piano
autore Enrico Ferrazzi
29.03.2014 08:00Primo Piano
Matteo Gribaudi/Image Sport
Matteo Gribaudi/Image Sport

“Con il 4-2-3-1 di Seedorf, il Milan è troppo sbilanciato”: era questo il pensiero di molti addetti ai lavori e dei tifosi milanisti dopo le prime partite dei rossoneri con l’olandese in panchina. Con quel modulo, la squadra era troppo spesso spaccata in due, con i tre trequartisti e la prima punta che non aiutavano in fase difensiva e così i centrocampisti e i difensori vedevamo arrivare gli avversari da tutte le parti. Con il passare del tempo, la situazione è cambiata grazie al lavoro svolto a Milanello e soprattutto per un accorgimento tattico introdotto da Seedorf, che ha cambiato la posizione in campo di Kakà e ha inserito Poli in pianta stabile nell’undici titolare.

POLI-VALANTE - Nel primo periodo con l’olandese in panchina, l’ex Samp sembrava essere finito nel dimenticatoio, visto che non veniva mai impiegato (ha avuto anche problemi fisici), nonostante fosse uno delle poche note liete del Milan di Allegri. Seedorf però non lo ha mai messo da parte, ma è sempre stato convinto che potesse diventare importante per la squadra. E così è stato: dalla partita contro l’Atletico Madrid a San Siro, il tecnico milanista ha deciso di inserire Poli tra i tre giocatori alle spalle della prima punta, così da poter sfruttare la sua capacità di fare entrambi le fasi e permettere a Kakà di giocare più vicino a Balotelli (o Pazzini).

KAKA’ SECONDA PUNTA - Alla vigilia della gara contro il Chievo, Seedorf ha spiegato questa novità tattica in conferenza stampa: “Dalla partita con l'Atletico sto cercando di far fare un certo lavoro a Poli per avere Kakà come seconda punta. Conosco bene Ricardo e cerco di fargli sfruttare le sue qualità al meglio. Ricardo è stato determinante in queste partite, lui ci serve più verso la porta avversario. E' una scelta precisa metterlo lì. Penso possa dare ancora tanto, più vicino sta all'attaccante più può far male”. L’obiettivo di Seedorf è stato dunque quello avvicinare Kakà alla prima punta, un po’ come aveva fatto Ancelotti nel 2006-2007, quando introdusse “l’albero di Natale” per permettere al brasiliano di giocare più vicino alla porta avversaria (per fare questo, Carletto avanzò proprio Seedorf nel ruolo trequartista). Un accorgimento tattico, questo, che sta iniziando a dare i suoi frutti.

per Milannews.it

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