Stadio, nuovi mercati e marchio: la missione di Barbara è pronta. Gli scenari
Pietro Mazzara
La parte aziendale del Milan prende sempre più corpo. Il viaggio in medio oriente di Barbara Berlusconi, Jaap Kalma e Mauro Tavola ha come scopo quello di incontrare, oltre ai vertici di Fly Emirates, anche altri imprenditori che possano essere ingolositi dall’entrare a far parte di un club glorioso che, però, sta vivendo un periodo di decadenza. Una diretta conseguenza della fine del mecenatismo dei grandi imprenditori italiani. E allora, dopo anni di voci e speculazioni, ecco che il Milan va direttamente ad offrire il suo prodotto a possibili investitori.
STADIO – Il punto focale di questo viaggio è quello di trattare il rinnovo della partnership commerciale con la compagnia di bandiera di Dubai che, attualmente, versa nelle casse milaniste 12 milioni di euro all’anno. Nell’agenda di Barbara e dei suoi collaboratori c’è anche un viaggio ad Abu Dhabi, sede dell’Ethiad, ovvero l’azienda aerea che sponsorizza il Manchester City e che sta entrando in Alitalia per rilevarne il 49%. L’obiettivo, comunque, è quello di trovare un partner che possa aiutare economicamente il Milan nella realizzazione dello stadio con conseguente cessione dei naming rights, ovvero i diritti di apporre il proprio marchio sul futuro stadio.
MODELLO BAYERN – La strategia rossonera ricorda molto il modello del Bayern Monaco e del Manchester City. Soprattutto il club tedesco viene preso come modello visto che nel suo CdA siedono rappresentanze di Allianz, Audi e adidas, ovvero i tre maggiori sponsor della società bavarese. La ricerca di un socio di minoranza, che comunque un domani potrebbe provare la scalata alla maggioranza, è diventata un’opzione “ovvia” visto che in Italia nessuno ha la liquidità necessaria per finanziare un progetto simile. L’esempio lampante è stato portato dalla Roma che ha cercato sodalizi economici con altri imprenditori.
SVILUPPO DEL MARCHIO – Se si parla di brand e di marchi, quello del Milan è uno di quelli più riconosciuti e riconoscibili nel mondo ma cercherà di ampliarsi ancor di più per aumentare i ricavi dal commerciale. Il vecchio obiettivo della gestione Galliani era quello di arrivare ad un pareggio tra gli introiti derivanti da diritti tv e le due fette di torta degli incassi relativi proprio al commerciale e agli incassi del botteghino. Operazione non riuscita anche a seguito di una strategia, quella varata da Infront, che ha iniziato a fare un po’ di acqua visto che i ricavi del commerciale, nel 2013, sono leggermente diminuiti. I mercati asiatici rappresentano un grande bacino d’utenza che potrà far fruttare decine di milioni di euro nelle casse di via Aldo Rossi. La missione è pronta, ci vorrà del tempo, ma Barbara ci sta abituando al fatto che a lei prima piace pianificare e agire e poi, dopo, parlare.


