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Europa League: tutti i dubbi (economici) della società. Mercato: il vero problema è sapere vendere

autore
Antonio Vitiello
per Milannews.it
lunedì 21 aprile 2014, 00:00Editoriale
autore Antonio Vitiello
21.04.2014 00:00Editoriale
Daniele Mascolo/PhotoViews
Daniele Mascolo/PhotoViews

Quanto conviene l’Europa League al Milan? Dal punto di vista economico in società potrebbero anche fare a meno di parteciparvi. Gli introiti sono relativamente bassi e lo stesso Adriano Galliani lo ha dichiarato apertamente, senza giri di parole: “Se conviene l'Europa League? Non so se convenga a livello economico, ma lo dobbiamo ai nostri sponsor e i nostri tifosi. Proviamo ad arrivarci, forse economicamente non conviene, ma se non ci arriveremmo sarà solo per demeriti sportivi”. Insomma il discorso pare limpido: se il Milan entra in Europa bene, altrimenti nessun dramma. C’è però da considerare che a livello di brand non partecipare alle competizioni internazionali, anche per un anno, sarebbe un brutto colpo da incassare. Per non parlare delle motivazioni per la squadra in questo finale di stagione. Che senso avrebbe continuare a lottare per il sesto o quinto posto se la società sottovaluta l’Europa League? Il dramma vero è stata l’esclusione dalla Champions, una vera batosta economica. C’è anche da dire che un anno senza coppe potrebbe permettere alla squadra di concentrarsi solo sul campionato, stile Roma in questa stagione, e provare a risalire in alta classifica, per puntare alla prossima Champions.

Da qualsiasi parte la si guardi, tutti possono avere ragione o torto su questo argomento. Se si entra in Europa c’è chi criticherà per l’intera durata della prossima stagione, invitando il club a concentrarsi solo sul campionato ed evitare sprechi di energie per una competizione secondaria. Se invece non si entra in Europa League si punterà il dito contro squadra e allenatore per aver fallito l’unico obiettivo. E’ la classica situazione ambigua che non metterà mai d’accordo nessuno, a partire dalla tifoseria.

Uno sguardo al prossimo mercato. Il Milan ha una panchina lunghissima, trenta giocatori si allenano a Milanello ma non tutti sono all’altezza della situazione, in particolare per una squadra che l’anno prossimo deve rilanciarsi. A questi bisogna aggiungere un’altra trentina di giocatori in prestito, per quasi 60 giocatori da gestire sul mercato. Il problema storico del Milan è sempre stato quello di saper cedere i propri esuberi. Non parliamo dei vari Kakà, Ibra e Thiago Silva, che hanno già un altissimo valore intrinseco, la capacità è quella di saper guadagnare dalla cessione di giocatori di medio livello per poi girarli sul mercato in entrata. In passato il Milan ha perso tanti giocatori a zero, oppure svalutati rispetto al valore d’acquisto. Anche in questo modo si possono trovare le risorse per fare mercato, vendere giocatori quando è il momento giusto per farlo.

per Milannews.it

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