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Andrea Poli, il jolly perso nel mazzo

autore
Daniele Castagna
per Milannews.it
domenica 27 aprile 2014, 08:00Primo Piano
autore Daniele Castagna
27.04.2014 08:00Primo Piano
Daniele Mascolo/PhotoViews
Daniele Mascolo/PhotoViews

Il Milan e Andrea Poli sono uno lo specchio dell'altro, la stagione del ragazzo riflette la stagione della squadra e viceversa. Andrea è un vero cuore rossonero e il giorno del suo approdo a Milanello gli occhi brillavano, la voce delle sue prime interviste  tradiva l'emozione di vestire finalmente i colori tanto amati. Dall'esordio contro l'Hellas Verona fino alla (incomprensibile) panchina di Roma, l'annata del 16 milanista è stata come un giro interminabile sulle montagne russe (così come per il club di Via Aldo Rossi), su e giù, dentro e fuori, titolare e riserva, splendente e opaco, proprio come i rossoneri 2014/15

Avvio sfavillante e prestazioni convincenti - L'inizio di stagione dei Diavoli non è dei più auspicabili, a livello personale però il tuttocampista brilla: segna all'esordio contro l'Hellas Verona e si ripeterà da lì a poche settimane contro il Bologna, sempre in trasferta, sempre di destro, sempre in apertura di incontro. Non solo reti ma anche visione e passaggi: regala due assist, uno nel ritorno dei playoff di Champions League e uno contro il Torino, in trasferta. Il ragazzo di Vittorio Veneto è una autentica rivelazione, non ancora venticinquenne si tramuta in titolare fisso della sua squadra del cuore e beniamino assoluto dei tifosi. Poli naviga a gonfie vele.

Duttilità o incomprensione tattica? - Il giocatore torna nel giro della nazionale, diventa leader emotivo della squadra nonostante sia un rookie e tutto sembra andare per il verso giusto, pura illusione. Il ventiquattrenne centrocampista finisce nel vortice del 'morbo Emanuelson', nome tratto dal primo paziente che ne è rimasto affetto, un virus maggiormente presente nell'era Allegri capace di scombussolare le certezze tattiche di ogni atleta. Andrea Poli si ritrova a coprire 6 ruoli diversi nel giro di qualche partita: va dall'essere terzino destro a trequartista, passando per il mediano, il centrocampista centrale, la mezzala sinistra e addirittura il difensore centrale. Questo forse il vero problema dell'atleta? Un jolly con così tante variabili che diventa quasi inutilizzabile?
Nonostante gli sforzi profusi per riuscire al meglio in tutto ciò che gli viene chiesto, le performance scendono di livello e il calciatore sparisce lentamente dai riflettori, tant'è che con l'approdo del tecnico orange ci vorrà più di un mese per rivederlo nuovamente in campo. Dopo 30 giorni di fredde panchine, tristi tribune e febbre, riappare magicamente nel 4-2-3-1 di marchio seedorfiano, modulo che permette al nativo di Vittorio Veneto una maggiore chiarezza del ruolo, a differenza delle volontà del predecessore al comando. È un autentico martello, unisce difesa, mediana e reparto offensivo, si trasforma nella pedina fondamentale per lo scacchiere rossonero ma l'annata è maledetta per la squadra milanista e sul più bello il ragazzo si inceppa, perde colpi e sparisce nuovamente: dall'incornata di testa ravvicinata parata miracolosamente da Courtois, nell'andata degli ottavi di Champions League, Poli fa perdere traccia di se, basti citare questo dato: dal 19 Febbraio (data di Milan-Atletico) ad oggi sono state disputate 12 partite, per un totale di 1080 minuti giocabili, il 16 milanista ne ha accumulati solo 448 in campo. Andrea è un professionista serio ed educato, per questa ragione siamo sicuri che l'esclusione da Roma-Milan per fare spazio inizialmente ad Honda o Kakà e poi ad Essien, faranno bruciare in lui ancor più forte il sacro cuore della competizione, l'ardore che lo porterà nuovamente a salire gli scalini di ingresso a San Siro con la casacca dei titolari.

per Milannews.it

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