ESCLUSIVA MN - Vierchowod: "Balotelli decisivo solo se ha un gruppo funzionante. Per tornare grandi ci vogliono investimenti in difesa"
Daniele Castagna
La redazione di MilanNews.it ha intervistato Pietro Vierchowod, difensore rossonero nella stagione 1996/97 e figura leggendaria del calcio italiano, tanto che Diego Armando Maradona lo ha definito l'avversario più duro che abbia mai affrontato in tutta la sua carriera.
Sul campionato del Milan: "Ci si aspettava molto di più fin dall'inizio dell'anno, è una stagione deludente tanto che si è anche visto un cambio di allenatore, merce rara da vedere in casa rossonera, con il neo tecnico c'è stata una scossa iniziale importante ma a lungo andare sono uscite le difficoltà e i deficit che ha questa rosa".
Sulla rosa milanista: "È una squadra che può lottare per le posizioni Europa League ma poco di più perché i giocatori a disposizione sono per lo più mediocri. Questo Milan è molto lontano dalle prime 5, manca la qualità di base e i difetti sono molti. Per tornare a competere fin dall'anno prossimo ci vuole una grande operazione di ricostruzione, acquistando giocatori importanti o utili al progetto".
Su Roma-Milan di venerdì sera: "I giallorossi in casa hanno sempre fatto bene e, evidentemente, gli ospiti non erano in serata. La squadra di Clarence Seedorf purtroppo non è una grande squadra ma è logico aspettarsi prestazioni migliori. È stata una pessima partita e in pochi si sono salvati e si sono conquistati la sufficienza, forse solo Rami perché il resto è stato desolante, il Milan non ha giocato da squadra".
Sulla situazione di Mario Balotelli: "Quello che mi stupisce del caso Balotelli è questo: quando è stato esonerato Massimiliano Allegri, lui aveva accolto positivamente l'approdo del neo tecnico, dicendo che Clarence lo avrebbe capito in pieno e lo avrebbe sempre fatto giocare senza troppe polemiche o discussioni, dopo due mesi è già cambiato tutto? Mario è un buon giocatore ma non è un trascinatore e per potersi esprimere al meglio, diventando determinante, ha bisogno di un grande collettivo funzionante, di un organico che lavori al meglio per lui e questo manca".
Sull'assenza di un leader: "In questo Milan manca un leader, manca la figura carismatica che fa girare la squadra anche quando le cose non vanno nel verso giusto. In tutte le grandi formazioni in cui ho giocato, c'era sempre un giocatore che nel momento di difficoltà prendeva la situazione in mano e caricava i compagni sulle spalle, nei rossoneri questa tipologia di atleta manca da almeno tre anni, dall'anno in cui hanno buttato via lo scudetto con un vantaggio rassicurante".
La scelta di Clarence Seedorf come guida tecnica: "Hanno affrettato nel farlo diventare allenatore e questo è un errore, non si diventa mister dall'oggi al domani. Il suo percorso di crescita avrebbe potuto essere facilitato dalla presenza in gruppo di grandi giocatori, poiché a loro non c'è bisogno di insegnare calcio e bisogna limitarsi ad essere un grande gestore, Clarence con questi ragazzi deve fare entrambe le cose: dare lezioni calcistiche e controllare lo spogliatoio, un lavoro durissimo per un tecnico novello".
Come si torna una grande formazione: "Per impostare la rinascita di un grande Milan ci vuole una base importante: la fase difensiva. I gol che hanno subito sono la dimostrazione che c'è la necessità di qualche cambiamento nel reparto arretrato: un paio di uomini migliori, una fonte di gioco più viva e accesa dal basso e una maggiore sicurezza in fase di non possesso perché quando i rossoneri vengono attaccati dal giro palla avversario vanno in difficoltà. Sono sicuro che con un paio di innesti importanti per la retroguardia, i diavoli potranno rialzarsi anche perché possiedono un grande attacco, capace di creare pericoli in ogni istante".


