El Shaarawy, sgambata in Primavera con vista sul derby
Salvatore Trovato
Ha superato il minutaggio minimo fissato da mister Clarence Seedorf, andando oltre (anche se di poco) i settanta minuti indicati dal tecnico olandese. Stephan El Shaarawy continua a scaldare i motori, collezionando la seconda presenza consecutiva in Primavera, la prima da titolare. Il Faraone, dunque, già pregusta un posto tra i convocati per il derby di domenica, a distanza di mesi dall’ultimo flash in prima squadra.
NON AL TOP - La brillantezza, ovviamente, non è ancora quella dei giorni migliori, così come la progressione con o senza palla al piede. Stephan dovrà ritrovare ritmo e intensità, per la freddezza sotto porta ci sarà tempo. Nell’unica occasione rossonera del primo tempo, l’attaccante, con tanto di numero dieci sulle spalle, a tu per tu con l’estremo difensore avversario, ha sprecato malamente l’assist al bacio del compagno Petagna, calciando tra i guantoni del giovane Meret. Per il resto, pochi spunti e cresta sempre in bella vista. Il lavoro da fare, manco a dirlo, è ancora tanto ma la strada brevissima. Tra sette giorni, infatti, c’è la sfida all’Inter e l’obiettivo dell’italo-egiziano è ormai chiaro: esserci, anche se non da protagonista. La panchina, magari il riscaldamento e, chissà, qualche minuto di gioco nel match più atteso e importante.
SOGNI E SPERANZE - "Dobbiamo metterlo nelle condizioni migliori prima di proporlo in Serie A. Non possiamo rischiare un patrimonio così importante", aveva dichiarato Seedorf, che nel Faraone crede eccome, anche e soprattutto in vista della prossima stagione. I settantacinque minuti di oggi mostrano un El Shaarawy finalmente integro ma ancora poco lucido, che certamente può guardare al futuro con ottimismo, sognando in grande. Il giocatore, infatti, spera ancora in una chiamata del ct Prandelli, che potrebbe ma... non dovrebbe arrivare (visti i tanti, troppi mesi ai box), a meno di clamorose novità. Per il momento, dunque, Stephan dovrà accontentarsi di un posto tra gli invitati al derby, cullando comunque una speranza, in fondo, ancora viva.


