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El Shaarawy e De Sciglio caricano il Milan per il derby. Fari puntati su Balotelli e, Seedorf, brinda con Galliani

autore
Giulia Polloli
per Milannews.it
giovedì 1 maggio 2014, 00:00Milanello in rosa
autore Giulia Polloli
01.05.2014 00:00Milanello in rosa

La nota positiva in questo tormentato finale di stagione rossonera è il ritorno sul campo di El Shaarawy. Dopo aver testato la resistenza fisica con la Primavera di Inzaghi, il giocatore è tornato completamente a disposizione di Clarence Seedorf . L’allenamento con i compagni è stato intenso e tutto lascia sperare in una convocazione per il derby di domenica sera. Derby che già di per sé racchiude emozioni e speranze, ma per Stephan l’obiettivo è colpire Prandelli per non mancare all’appuntamento con il Mondiale, in azzurro, nonostante il lungo stop. Nell’intervista rilasciata alla Gazzetta, El Shaarawy ripercorre il suo calvario, uno stop lungo da digerire per un ragazzo della sua età e con il suo talento, lasciato a riposo forzato per troppi mesi. Il richiamo del campo è forte e come spesso accade, la voglia di bruciare le tappe per anticipare il rientro è una tentazione a cui è difficile resistere. Sul caso El Shaarawy si è ipotizzato ogni scenario possibile, addirittura si è azzardato un paragone con ciò che nel Milan successe a Pato: un fisico fragile come il cristallo, destinato a diventare un ostacolo difficile da superare per chi, nei suoi sogni, vuole fare il calciatore. Il ritorno di El Shaarawy è atteso dunque anche per smentire tutte quelle voci che hanno raccontato un romanzo, per il quale ora il Milan attende solo un lieto fine. Da un giovane all’altro, perché nella marcia di avvicinamento al derby parla anche De Sciglio. Il terzino rossonero smorza i facili entusiasmi e soprattutto ridimensiona le tensioni che accompagnano questo finale di stagione. Il Milan tornerà a vincere, predica il ragazzo, che se la carta d’identità lo definisce uno dei giovani di belle speranze, le sue prestazioni sul campo ma soprattutto le sue parole, lo annoverano nella schiera dei giocatori già formati e in grado di sobbarcarsi oneri e onori di un campionato di certo al di sotto delle aspettative rossonere. De Sciglio non parla molto, ma quando lo fa assomiglia al giocatore a cui tutti lo paragonano. Parole intrise di senso del dovere e di appartenenza alla maglia, mai una sbavatura, mai una mancanza, anche nei confronti di quei tifosi che lo attendono sperando di poter avere un contatto diretto con il proprio idolo. Quando si era sbilanciato sul suo futuro, nelle sue parole si leggeva la speranza di poter lasciare il segno nella società che l’ha cresciuto, che l’ha lanciato e che lui, di certo, vuole aiutare a ritornare grande. Il Milan tornerà a vincere come prima… caro Mattia ce l’auguriamo tutti.

Inevitabilmente nella danza di avvicinamento alla stracittadina non si può non pensare a Balotelli. Lui con la maglia nerazzurra ci ha giocato, da lui ovviamente ci si aspetta una prova degna dell’appuntamento. Inutile far finta di nulla, Balotelli, volenti o nolenti è il giocatore che in questo momento incarna le speranze di gloria di questa squadra. E’ da lui che ci si aspetta di più, è da lui che ci si aspetta l’episodio in grado di cambiare le dinamiche della partita. Ma non sempre le nostre speranze sono state ben riposte. Concordo con lui quando, in toni da rivedere, ha risposto in maniera piccata: io sono un giocatore come gli altri. Bene, per questo motivo, caro Mario, chiunque si aspetta da te dei comportamenti normali: giocare a calcio con passione, difendere l’onore dei colori di cui, tu stesso, sei tifoso, rispetto per l’avversario e per chi ti sostiene. Comportamenti normali che spesso lasciano spazio a quelle Balotellate che, poi, inevitabilmente, ti fanno finire nell’occhio del ciclone mediatico. La mia speranza, che ancora non ho sepolto, è quella di poter descrivere un Balotelli da incorniciare sul campo, invece che un fenomeno mediatico che fa notizia per qualche tweet.

E per concludere, nella settimana del derby, quando tutte le energie dovrebbero essere convogliate nella gara più importante, almeno moralmente, della stagione di un milanista, mi stupisce che l’argomento di discussione più diffuso sia ancora una volta il destino della panchina di Seedorf. Una conferenza stampa improvvisata ha causato più feriti di un tornado, nonostante le parole di Seedorf siano state assolutamente condivisibili oltre che, attese. Perché non sono quelle parole a dover far sorgere degli interrogativi, ma piuttosto il grande silenzio che lo accompagna. Speriamo che, almeno nel suo locale, all’aperitivo, tra Galliani e Seedorf ci sia stato un sano brindisi per un obiettivo comune: il bene del Milan.

per Milannews.it

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