De Jong decide il derby. Un olandese per Seedorf?
Giulia Polloli
Il derby di Milano non è mai una partita qualunque, nemmeno quando in palio non c’è che la possibilità di affacciarsi all’Europa dall’ingresso secondario. Lo dimostra l’esultanza di De Jong che impazzito dopo il gol che apre le marcature si invola sotto la Sud, per ricevere l’applauso dei tifosi. Lo dimostra l’invasione di campo solitaria di un tifoso, che con la sua bandierina svolazzante si proietta verso il cerchio di centrocampo, scambia due parole con i giocatori e poi, in assoluta tranquillità, si lascia scortare a bordo campo dalle forze dell’ordine. Ciò che rende surreale l’episodio è che tutto si è svolto con il sorriso sulle labbra. Un clima decisamente diverso da quello che ha investito la finale di Tim Cup di sabato sera, in un Olimpico in preda al terrore. E’ sbagliato, non si fa, ma quel gesto di puro amore per i propri colori, ha strappato anche un timido applauso. Ma torniamo al campo.
La partita sin dalle prime battute ha visto un Milan vivo e pericoloso. Kakà colpisce la traversa, Balotelli sfiora il palo, un grande Handanovic respinge al mittente le migliori azioni create dai ragazzi di Seedorf. Un Milan che per buona parte della partita dimostra la sua voglia di lasciare il segno, almeno nel derby, in una stagione di certo non indimenticabile. Un Milan che esalta le qualità dei singoli riuscendo però a muoversi in maniera armonica: evidentemente il lavoro di Clarence Seedorf comincia a dare i suoi frutti. E se i tre punti conquistati sul campo riaccendono una fiammella di speranza per la classifica finale, la prestazione della squadra dovrebbe far riflettere sul futuro. Le polemiche legate al futuro di Seedorf sono scomparse durante novanta minuti, accompagnate anche dalle sibilline parole di Galliani nel prepartita: “Seedorf ha un contratto”. Una sorta di salvagente buttato in acqua nel caso, la nave, ieri notte fosse affondata?


