Rebus panchina, Berlusconi apre a Seedorf: ma è solo una strategia
Salvatore Trovato
Le parole di Silvio Berlusconi ("Prendere Seedorf a gennaio non è stato un errore. Può restare a patto di trovare un accordo con lui per la sua posizione con la società") hanno contribuito ad aggrovigliare ulteriormente una situazione già abbastanza complicata. Può davvero il tecnico olandese ottenere una clamorosa conferma, dopo i continui "no comment" di Galliani, le frecciate dello stesso Berlusconi e le presunte frizioni con una parte consistente dello spogliatoio? In soldoni, che valore e, soprattutto, quale senso hanno le dichiarazioni del patron rossonero? C’è realmente una possibilità che Seedorf resti alla guida del Milan o si tratta solo di un’azzardata strategia? Ad oggi, aldilà dell’ultima uscita presidenziale, la posizione dell’ex dieci rossonero resta in bilico, con alte possibilità di precipitare giù. Nel frattempo, i vari candidati continuano ad alternarsi in questo strano gioco a esclusione.
NOMI BUONI MA... NON TROPPO - Già, perché la lista dei pretendenti si accorcia, tra operazioni difficilmente sostenibili e altre decisamente fantasiose. Partendo dal basso, Pippo Inzaghi, da sempre l’opzione preferita da Adriano Galliani, sembra non convincere più, perlomeno non subito. L’attuale allenatore della Primavera, infatti, nonostante i buoni risultati ottenuti con le giovanili, non garantisce ancora quella dose di esperienza che serve, oggi più che mai, a questo Milan. Carlo Ancelotti si è autoeliminato dalla corsa, stroncando, senza se e senza ma, le tante voci di (fanta)mercato: "Le ho sentite ma non sono vere", ha dichiarato il tecnico del Real, tirandosi fuori dal mischione. Scendono anche le quotazioni di Roberto Donadoni, stimato dalle parti di via Aldo Rossi ma legato al Parma da un contratto in essere. L’ex ct azzurro, comunque, non convince del tutto, dettaglio che frena il club rossonero. Vincenzo Montella e Luciano Spalletti sono le due opzioni più costose. Tra clausole e vincoli, ingaggi ed eventuali richieste sul mercato, il Milan sembra aver mollato la presa, continuando sì a monitorale la loro situazione ma senza eccessive ansia da concorrenza. Poi c’è lui, Antonio Conte, certamente l’ipotesi più suggestiva ma, allo stesso tempo, utopica. Sembra impossibile, infatti, che il tre volte campione d’Italia possa decidere di lasciare la Juventus (e scartare altre destinazioni) per avventurarsi in una giungla di incertezze tecniche e gestionali.
NESSUNA APERTURA - E allora, alla luce dell’ultimo borsino, chi sarà il nuovo allenatore del Milan? Manca il nome ideale, o meglio, c’è ma il club rossonero preferisce non sbilanciarsi. Anzi, Berlusconi, con le sue ultime esternazioni nei confronti di Seedorf, ha contribuito ad alimentare i dubbi, puntando su una linea distensiva (ma di facciata) per provare a rasserenare gli animi, accrescendo di fatto le speranze di chi crede ancora nella conferma di mister Clarence. Ma la sensazione (che poi è quasi una certezza), è che l’olandese sia ormai destinato a lasciare il Milan. Nulla, comunque, è stato ancora deciso, perlomeno non ufficialmente, ma presto ("Decideremo con il Consiglio dopo la partita con il Sassuolo", ha affermato Berlusconi) potrebbero esserci delle sorprese.


