Milan, Amorim: "Dito puntato contro di me? Lo so. Sul turnover..."
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Antonello Gioia
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Oggi alle 18:53Serie A
autore Antonello Gioia
14.10.2026 18:53Serie A
Ruben Amorim, allenatore del Milan, è presente in conferenza stampa, a partire dalle ore 18:30, alla vigilia di Salisburgo-Milan.
Ruben Amorim, allenatore del Milan, è presente in conferenza stampa, a partire dalle ore 18:30, alla vigilia di Salisburgo-Milan, sfida valida per la seconda giornata della League Phase di Europa League e in programma domani alle 18:45 alla RedBull Arena di Salisburgo. Segui in diretta le dichiarazioni del tecnico rossonero con il live testuale su TMW.
18:30 | Inizia la conferenza: parla Amorim.
Ha la sensazione che si abbia sempre il dito puntato verso di lei? "Penso che sia normale in un grande club, è normale. E lo sapevo fin dalla terza partita contro la Juventus, ho capito cosa sarebbe successo. Quindi ho un lavoro da fare, farò il mio lavoro, e poi del rumore attorno spetta ad altri discuterne. Quindi cercherò di migliorare, cercherò di vincere le partite, e per me non importa quello che dice la gente: devo fare il mio lavoro. E quando guardo la squadra, stiamo migliorando. Stiamo controllando di più le partite, stiamo pressando di più, stiamo giocando di più con il pallone e ogni volta creiamo più occasioni. E vogliamo anche costruire una rosa, quindi è normale. In un grande club, quando non vinci, è dura. Quando le aspettative sono più alte, è dura. E dobbiamo conviverci, non solo io, ma anche i giocatori. Quindi è normale". Ha parlato con Pavlovic del Salisburgo? "Ho parlato molto con Pavlovic. Gli ho appena spiegato il suo ruolo per la partita di domani, quindi sapete già che partirà titolare. Ma lo vedete: oggi come oggi ci sono le immagini, ci sono le informazioni, e si vede che è una squadra che ha molto spazio ed è ben conosciuta questo tipo di squadra, come il Salisburgo, con tanto spazio, molta qualità, giocatori tecnici e l'abitudine a vincere. Ed è una sensazione che, quando guardi la squadra, riesci a percepire: si vede che sono abituati a vincere. Quindi sarà una partita dura. Ma non ho parlato molto con Pavlovic: ci sono giocatori diversi, sono passati solo due anni ma ci sono interpreti differenti, quindi ha parlato soltanto dell'ambiente, anche se lo sappiamo già. Tutti sanno che questo è un grande stadio in cui giocare e che sarà sicuramente una partita difficile". Chi gioca domani? Non sono da temere troppi cambiamenti? "Il fatto è che si allenano insieme, giocano insieme. Tutti i giocatori che scenderanno in campo domani hanno già disputato qualche minuto oppure sono stati titolari in alcune partite: sono stati importanti. Abbiamo bisogno di fare un po' di turnover, faremo un po' di rotazioni. Abbiamo alcuni giocatori in dubbio per domani, vedremo domattina. E poi, il rischio che mi prenderò riguarda solo me, perché sono l'unico a convivere con i risultati, ma ho un piano chiaro su cosa fare con questa squadra, il piano che voglio per questo club. Quindi nulla cambierà questo aspetto: il rischio è solo mio. I giocatori devono stare tranquilli, devono solo avere ritmo. Devono dare tutto in campo durante la partita, il resto è responsabilità mia. Saremo pronti per la gara di domani". Che cosa ha visto negli occhi di Camarda? "Nessuno sa nulla di un giocatore se non lo fai giocare: questa è la questione principale. Camarda sta facendo benissimo, si è guadagnato il posto durante la preparazione estiva, ha fatto il suo lavoro e avrà la sua opportunità. Si vede che abbiamo strutturato la rosa in modo da lasciare spazio a questi giovani ragazzi: Cisse sta già giocando, Camarad ha fatto qualche minuto, Comotto in questo momento non sta giocando, ma dobbiamo far scendere in campo questi ragazzi perché a volte ti riservano una sorpresa, visto che fanno parte della rosa e lavorano allenandosi ogni giorno con Pavlovic e Gabbia. Quindi devono farsi trovare pronti per le partite, e quello che vedo è che lui è pronto a scendere in campo, è davvero fiducioso e ama giocare per il Milan. Anche questo è molto importante per me, ed è un'opzione in più per domani". Ha sentito Cardinale dopo le critiche tramite stampa? "La domanda riguarda il rapporto con Gerry e le critiche, e io non ho avvertito nulla: solo una conversazione sul futuro, una conversazione sulla preparazione estiva insieme ad alcune persone della dirigenza per scegliere anche il luogo del prossimo ritiro. Quindi è stata una normale giornata di lavoro. Non ho percepito nulla, è stato un giorno come un altro". Qual è il flauto magico come quello di Mozart per il Milan? Il gioco o i campioni? "Innanzitutto, Mozart era speciale, quindi non paragonerò nulla a Mozart. Quello che so, tra gioco e campioni, è che le due cose sono collegate. Puoi avere grandi giocatori, ma se non giocano allo stesso modo, non hai una squadra. Allo stesso tempo, se vuoi fare cose diverse, cose di altissimo livello e avere il possesso palla, ma non hai buoni giocatori, è ugualmente impossibile. Se non hai giocatori veloci, non puoi giocare uno contro uno dietro; se non sei alto, non puoi fare molti gol su calcio piazzato. Quindi penso che tutto sia interconnesso. La cosa bella del calcio è che a volte puoi vincere senza i giocatori migliori, ma puoi anche perdere rovinosamente pur avendo i migliori in rosa. Per questo è difficile nel calcio isolare un singolo elemento o avere una formula certa per vincere: si può vincere in modi diversi. La cosa importante per me è divertirsi, e bisogna dare tutto per la squadra: questo è l'aspetto fondamentale che cerco nei miei giocatori. E poi devono giocare un buon calcio... A me piacciono i giocatori molto forti. Mi piacciono i difensori che pensano come un numero 10, mi piacciono i difensori che sanno osare con il pallone e che sanno marcare l'uomo uno contro uno. Quindi, per risponderti: io non sono Mozart, sono ben lontano da quello. Sono un ragazzo normale che ha principi chiari, a cui piacciono i giocatori molto forti, ma che ama soprattutto i calciatori che danno tutto per la squadra. Questa è la cosa principale". Però Sacchi diceva che l'orchestra era la cosa più importante... "Sacchi è come Mozart. Sono tempi diversi: ed è importante spiegarlo ai nostri tifosi. Tempi diversi, momenti diversi, persone diverse... ci vorrà un po' più di tempo per arrivarci. Oggi però lo sapete meglio di me che tutto deve essere veloce, altrimenti sembra non esserci tempo. Ma per me c'è un piano chiaro: se avremo il tempo, avremo il tempo. Altrimenti si va avanti"..Termina qui la conferenza.
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