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MILAN VECCHIO FA BUON GIOCO

autore
Davide Bin
per Milannews.it
venerdì 9 maggio 2008, 14:06Vista dalla Curva
autore Davide Bin
09.05.2008 14:06Vista dalla Curva

Abbiamo ancora tutti negli occhi la prima splendida ora di gioco del Milan nel derby, in cui i rossoneri hanno dominato l'Inter sul piano della manovra, del pressing, delle motivazioni e della voglia di vincere una partita fondamentale e molto sentita. La prestazione del derby è solo l'apice di un periodo molto positivo in cui il Milan ha giocato bene in molti frangenti, ha segnato molto e, finalmente, ha ottenuto risultati "da Milan" che, non a caso, gli hanno permesso di recuperare il distacco dalla Fiorentina e issarsi al quarto posto. Non si può fare a meno di sottolineare che i rossoneri hanno cominciato a girare alla perfezione una volta che sono tornati in formazione "tipo", ovvero la tanto vituperata (negli ultimi tempi) squadra che tanto spesso abbiamo criticato nelle settimane scorse invocando una rivoluzione completa, una rifondazione, l'esilio di molti elementi e chi più ne ha più ne metta. Nesta, Kaladze, Gattuso, Pirlo, Ambrosini, Seedorf, Kakà, Inzaghi: si tratta di otto undicesimi della formazione che mi piace definire "campione di tutto", cioè capace di vincere in rapida successione Champions League, Supercoppa europea e Mondiale per club; le uniche varianti sono in porta, con il positivo Kalac al posto dell'ormai inguardabile ed emarginato Dida e sulle fasce in difesa, dove gli acciacchi di Oddo e Jankulovski, oltre all'infortunio di capitan Maldini, hanno costretto Ancelotti a frequenti avvicendamenti e a schierare spesso e volentieri Favalli e Bonera che si sono disimpeganti egregiamente.
La cosa più importante, però, è che il gruppo ha potuto allenarsi con continuità e ha potuto giocare una sola partita alla settimana, dopo un autentico tour de force all'inizio del 2008 che aveva fiaccato le gambe e annebbiato la mente, aveva mandato i giocatori "fuori giri" e aveva compromesso il rendimento della squadra.

Forse siamo stati tutti (me compreso) un po' troppo precipitosi a parlare di fine di un ciclo e di necessaria rivoluzione: questa squadra ha dimostrato di essere competitiva contro chiunque, di non temere nessuno, nemmeno la corazzata Inter e di poter regalare ancora spettacolo e vittorie, a patto di essere messa in condizione di farlo. Ancora una volta il Milan è stato capace di risorgere dalle proprie ceneri come la mitica araba fenice spesso evocata da Galliani e c'è riuscito quando nessuno ormai ci credeva più: tutti cominciavano a considerare la stagione fallimentare, a parlare di gruppo allo sbando, di voglia di cambiare aria di molti giocatori, di necessità di sostituire tutti (giocatori, allenatore, dirigenti); come sempre la verità sta nel mezzo, cioè non è il caso di fare i disfattisti al grido di "E' tutto sbagliato, è tutto da rifare" e non bisogna nemmeno illudersi erroneamente che i recenti buoni risultati possano consentire di ritardare ulteriormente il rinnovamento. Questo gruppo sta realizzando l'ennesimo miracolo ma ha un profondo bisogno di nuovi innesti in tutti i reparti per tornare ad essere davvero vincente per tutto l'arco della stagione; per il momento, però, godiamoci le ultime (in ordine di tempo) imprese di questi meravigliosi ragazzi, un gruppo straordinario capace di vincere tutto quello che un club può vincere in soli cinque anni e concedendo anche qualche prestigioso bis. Che bello vedere Inzaghi segnare con una continuità che mai ha avuto in carriera, soprattutto in campionato; che bello vedere nuovamente un Kakà in versione Pallone d'Oro e maturato al punto da capire che gli assist sono altrettanto appaganti dei gol personali e capace di offrire a SuperPippo palloni invitanti solo da spingere in rete; che entusiasmo nel vedere Gattuso e Ambrosini ringhiare sulle caviglie degli avversari nell'appuntamento più importante e sentito di questo finale di stagione; raramante si è visto il Milan di Ancelotti pressare gli avversari con la continuità e la ferocia agonistica ammirata nel derby e che ricordavamo solo nel mitico Milan sacchiano; vuol dire che i ragazzi stanno bene fisicamente, sono tonici e pimpanti e non sono finiti, bolliti, da ricovero, come un po' tutti abbiamo pensato al momento dell'eliminazione contro l'Arsenal o quando la squadra perdeva in modo indecoroso contro Atalanta e Sampdoria a San Siro. Dopo l'eliminazione dalla Champions avevo chiesto una virtuale standing ovation per un meraviglioso gruppo alla fine di una splendida ed esaltante recita durata cinque anni sui campi di tutta Italia e Europa, ma questi ragazzi hanno voluto concederci qualche gustoso e apprezzato bis, come alla fine di qualsiasi concerto che si rispetti e hanno tutta l'aria di non voler mollare tanto facilmente il loro posto in squadra. Milan vecchio fa buon gioco, tanti gol e risultati positivi...cosa si può volere di più?

per Milannews.it

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