Si decide il futuro di Paloschi e Saponara, nel pieno della sovrabboddanza in avanti
Matteo Bursi
La rosa del Milan è da sfoltire. Il dato è oggettivo. Il reparto che al momento vede il maggior intasamento è certamente quello offensivo. Di questo fattore potrebbe risentire il futuro di Alberto Paloschi e, in seconda battuta, di Riccardo Saponara. Già perché via Aldo Rossi ha lasciato intendere che non ha alcuna intenzione di rinnovare per un anno tampone (dalla prossima stagione saranno cancellate) le compartecipazioni. Nelle prossime ore dunque dovranno essere risolte, in un verso o nell'altro tutte le comproprietà che coinvolgono direttamente il club rossonero.
La prima sulla lista è quella, a metà con il Chievo Verona, di Alberto Paloschi. Pupillo di Inzaghi, sulla punta cresciuta nel vivavio rossonero non c'è ancora accordo tra le parti. In casa Milan però c'è già una sovrabbondanza di punte e mezzepunte. Balotelli, Pazzini, Matri, Petagna, El Shaarawy, Menez, Niang, Kakà, Honda, Robinho, Saponara e Birsa. Ai quali si può aggiungere per ragioni tattiche anche il duttile Poli (nel caso di 4-2-3-1). Diverse le partenze possibili, ma nessuna ancora in vista di concretizzazione. Potrebbe farsi sentire eccome il peso numerico del reparto offensivo nelle considerazioni su Paloschi e Saponara. C'è da aggiungere poi il capitolo Taarabt, attualmente rientrato al Queens Park Rangers, ma che potrebbe tornare d'attualità qualora Kakà e Robinho partissero in direzione Brasile.


