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Preoccupazione per De Sciglio e tanti rimpianti per Darmian

autore
Giulia Polloli
per Milannews.it
lunedì 16 giugno 2014, 00:00Milanello in rosa
autore Giulia Polloli
16.06.2014 00:00Milanello in rosa

Balotelli svetta su tutti, incorna la sfera e la mette nella rete della porta inglese, facendo esplodere il boato dei tifosi azzurri. Nulla di strano se, fino alla vigilia, Balotelli non fosse stato uno dei dubbi più imponenti nella mente del tifoso medio italiano. Le scelte di Prandelli erano già pronte a trasformarsi in boomerang, Blotelli favorito a Immobile, Cerci e compagnia cantante sembrava quasi una bestemmia. Invece è bastato poco, o meglio, ci è voluto il gol, per trasformare il lento borbottio dei tifosi in esultanza allo stato puro. Nella notte della partita inaugurale Mario, con quel colpo di testa, una volta tanto ha zittito tutti. L’ha fatto prima con un gesto atletico e poi, non cambierà mai, con l’avvicinare il dito indice alle labbra alla fine della partita, con però il sorriso sulle labbra. Il bello del calcio, dei mondiali, è anche questo.

E non era iniziato sotto i migliori auspici il Mondiale dei rossoneri. Montolivo abbandona la nazionale a causa della frattura della tibia, De Sciglio dà forfait a due giorni dalla prima partita. La paura del terzino rossonero si è poi trasformata in trepidante attesa per il rientro, visto che Mattia continua ad essere a disposizione del Ct azzurro. Ancora non si conoscono i tempi esatti del recupero, De Sciglio non si allena col gruppo ma rimane lì, in attesa di potersi esprimere. La sorpresa più imponente, nella gara inaugurale che, vista in chiave rossonera, oltre a non essere sorpresa diventa subito rimpianto, è legata al nome e alla prestazione di Darmian. Una partita che riporta con un viaggio mentale, alle prime uscite di Maldini. Senso assoluto della posizione, ottima scelta di tempo, sicurezza nei movimenti e, a questo punto, classe innata legata ad una spregiudicatezza da ragazzo che consente al difensore di proiettarsi di tanto in tanto anche nella fase offensiva. Un giocatore cresciuto nelle giovanili del Milan, che però come tanti altri, non ha avuto il tempo di potersi esprimere con la prima squadra. Non è il primo e non sarà l’ultimo, di certo la società rossonera si starà metaforicamente leccando le ferite, dopo questo suo exploit mondiale. In una difesa che da anni è alla ricerca di equilibrio, dopo le mille soluzioni tattiche, soprattutto sulla fascia di sinistra, che hanno visto un copioso avvicendamento degli interpreti senza mai trovare un titolare inamovibile, Darmian oggi avrebbe di certo vestito la maglia da titolare. Ma tant’è, ormai la palla è passata a qualcun altro e dopo il mondiale sicuramente il prezzo del suo cartellino avrà una tale impennata da renderlo inavvicinabile per un possibile ritorno a quella che poteva essere la sua casa. Probabilmente il Milan ora starà più attento ai talenti cresciuti in casa, se è vero che finalmente Cristante sembra essere uno dei punti fermi dettati da Inzaghi per la prossima stagione. Con un allenatore che arriva proprio dal campionato Primavera e una squadra che ha bisogno di nuove energie, finalmente si potrebbe assistere a quel famoso miracolo sportivo, che in Italia sembra essere considerato pura eresia: far giocare i giovani e farli crescere, soprattutto in un campionato privo di impegni europei, soprattutto con la possibilità di concentrarsi su un solo obiettivo e in un momento storico propenso al completo rinnovamento. D’altronde era dai tempi di Maldini, Costacurta e compagni che non si vedevano in rosa tanti giocatori provenienti dalla scuola di Milanello. Buttare alle ortiche anche questa occasione sarebbe da pazzi.

Ovviamente, se si vuole partire con il piede giusto, Inzaghi dovrà tamponare la giovane età e la poca esperienza di molti dei suoi ragazzi con giocatori affermati, di indiscusso valore e, sempre, con costi vicini al minimo sindacale. Gli arrivi di Menez e Alex di certo soddisfano i requisiti appena elencati almeno sulla carta, Balotelli, De Sciglio ed El Shaarawy, se dovessero rimanere in rossonero sarebbero l’anello di congiunzione tra gioventù ed esperienza, ma non ci si deve fermare qui. I mondiali faranno da cassa di risonanza ad altri interventi mirati, soprattutto se qualche outsider dovesse trovare la via delle qualificazioni. Si rimane in attesa dei prossimi movimenti, si rimane in attesa della squadra che verrà, si rimane in attesa di capire se dagli errori passati si potrà ricostruire qualche cosa di almeno simile all’inizio del ciclo che ha portato il Milan sulla vetta del mondo. Si rimane in attesa di poter esultare alle vittorie della squadra di Inzaghi, esattamente come per il gol di Balotelli: il colpo del campione che in un momento di transizione e divisione, riunisce i tifosi delusi della maglia rossonera.

per Milannews.it

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