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Kakà-Milan, è la fine più giusta. Fosse rimasto sarebbero mancate le motivazioni. Balo, Milan-Juve dovrà essere la tua partita. Iturbe, Dzemaili, Eremenko: il mercato si muove

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 30 giugno 2014, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
30.06.2014 00:00Editoriale

Fine della storia, fine della telenovela. Nella giornata odierna le strade di Ricardo Kakà e del Milan si separeranno un’altra volta, ma in questo caso la parole fine verrà scritta sulla rescissione del contratto che lega il brasiliano ai rossoneri per un altro anno. Una soluzione che, sotto sotto, entrambe le parti volevano. Il Milan si libera di un ingaggio pesante ottenendo un risparmio di 8 milioni mentre Kakà, dal canto suo, potrà stare più vicino alla famiglia dopo i gravi problemi che ha dovuto affrontare nei mesi passati. Ma la verità, che molti romantici del brasiliano non accettano, è che Kakà è un giocatore sul viale del tramonto. E’ vero che nell’ultima stagione è stato uno dei pochi a salvarsi a livello complessivo ma è altrettanto vero che le gambe non rispondevano più come negli anni passati a quelli che erano gli input dati dalla testa. L’operazione nostalgia, condotta in porto la scorsa estate, non ha nemmeno sortito gli effetti sperati visto che a livello di abbonamenti, il Milan ha fatto registrare l’annata peggiore dell’era Berlusconi. Tutto figlio della sfiducia dei tifosi che stanchi di alcune situazioni del passato (insieme a problemi economici oggettivi) hanno deciso di non rinnovare le proprie tessere. Kakà doveva servire a riportare persone allo stadio, il risultato non è stato soddisfacente. A livello umano lascerà un vuoto importante nello spogliatoio ma se si vuole andare avanti in un progetto di ringiovanimento e di rifondazione della squadra, c’è bisogno di facce nuove, fresche, professionali e professioniste che sappiano dare il giusto valore alla maglia che indossano. Kakà, inoltre, era tornato al Milan per conquistare il mondiale. Un obiettivo fallito che, evidentemente, lo ha svuotato anche di quelle motivazioni necessarie per andare avanti in un calcio duro come quello italiano. Giusto che ora si dedichi alla famiglia e che concluda la sua carriera tra il San Paolo e gli Orlando City Soccer.

Sotto questo punto di vista, chi deve dare una grande dimostrazione di non essere quello che tutti hanno dipinto, è Mario Balotelli. Come abbiamo già scritto, è stato troppo facile scaricare su di lui le responsabilità del fallimento mondiale dell’Italia. Troppo facile attaccare chi è sempre e comunque sotto i riflettori e, di conseguenza, sotto tiro. Chi ha alzato il fuoco contro Mario dovrebbe pensare se, effettivamente, è ancora in grado di essere decisivo come lo era un tempo mentre altri si sono fatti forti perché lo zoccolo duro di questa nazionale era composto dal gruppo juventino. Se il Balo dovesse rimanere al Milan, il prossimo Milan-Juventus dovrà essere la partita della sua vita. Perché solo sul campo, con i gol e con le prestazioni, Balotelli può dimostrare agli oratori bianconeri quello che vale. Ma la sua permanenza in rossonero non è che sia poi così sicura.

Le parole di Mino Raiola nei confronti di Barbara Berlusconi hanno alzato il livello di tensione tra le parti in maniera molto importante. Il dossier-Raiola è stato ultimato e nelle prossime ore verrà fatto recapitare a villa San Martino a Berlusconi per fargli capire chi ci ha guadagnato davvero in questi anni di collaborazione. Che poi l’affondo del manager di Balotelli su Lady B è stato anche fuori luogo perché la dichiarazione di Barbara riguardava un suo pensiero trasversale. Brava la futura presidente rossonera a non replicare a Raiola nei giorni scorsi e siamo sicuri che non lo farà nemmeno in quelli che verranno poiché troppo impegnata nel risolvere questioni più immediate come la campagna abbonamenti e la vicenda stadio.

Juan Manuel Iturbe è il giocatore dal quale vuole ripartire Filippo Inzaghi per il suo 4-3-3. I soldi che il Milan potrà risparmiare dall’ingaggio del brasiliano rappresentano, con una piccola aggiunta, la prima tranche dei 25 milioni che da via Aldo Rossi stanno preparando per portare l’argentino a Milanello. Il resto della cifra, che verrebbe spalmata su 3 o 5 rate, arriverà dal presidente Berlusconi che ha promesso a Inzaghi un regalo per il suo insediamento come allenatore. Sempre viva la pista Dzemaili per la mediana. Lo svizzero piace e viene considerato come una pedina polivalente in mezzo al campo così come verrà trattato l’ingaggio di Roman Eremenko, in un possibile scambio con Birsa. Ci sarà da stare sempre svegli perché quest’anno, il mercato del Milan, può regalare grosse sorprese.

per Milannews.it

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