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Pronto, casa Milan? C’è il Presidente?

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
venerdì 11 luglio 2014, 00:00Editoriale
autore Luca Serafini
11.07.2014 00:00Editoriale
Federico De Luca
Federico De Luca

Qualsiasi convivio ormai è un summit. Basta trovarsi in spiaggia, una spaghettata e una provola, parlando di vacanze, tasse e donne, per dar vita a un summit. Summit per 2000 anni è stato un vocabolo di etimologia latina che descriveva un incontro (per lo più internazionale) tra uomini di vertice, da qualche anno invece si è trasformato in “sammit” di derivazione anglofrancese definendo un qualsiasi meeting tra portinaie o amici di merende. Del resto per secoli siamo andati a Udine, oggi andiamo tutti “ad” Udine (non fa accapponare la pelle solo a sentirlo?), quindi ai sofismi della nostra lingua lasciamo pure spazio ormai a quelli della lingua ispanica per non fallire, per carità, la pronuncia di Sanetti e Bighlia. Chissenefrega.

La sostanza è che dopo i molteplici summit degli ultimi 2 anni ad Arcore per confermare Allegri, esonerare Allegri, riconfermare Allegri, cacciare Allegri, ingaggiare Seedorf, leggere gli strabilianti dossier in cui si parla di bambini sbranati dall’uomo nero, esonerare Seedorf, incoronare Pippo Inzaghi (in bocca al lupo con tutto il cuore) e tracciare linee e strategie dell’ennesimo eclatante mercato estivo alle porte, da Arcore il trasferimento tra le Baleari e la Versilia ha portato a discussioni animate su Vrsaljko e Cerci (nel frattempo evaporati Mandzukic e Iturbe, ma va ?!) senza peraltro quagliare lo straccio di un accordo. Non c’è nessuna fretta, del resto.

Il raduno della truppa agli ordini del nuovo tecnico ha già sin troppi argomenti per poter serenamente pensare che il futuro sarà molto diverso rispetto al deprimente passato prossimo: Menez, del quale dopo Honda, Birsa, Robinho, Kakà, Matri, Saponara, Taarabt e all’occorrenza Poli si sentiva la mancanza; Alex, che prosegue l’imperterrita filosofia di ringiovanimento iniziata con Mexes e proseguita con Essien; Albertazzi cavallo di ritorno e Agazzi per completare la rima; i rinnovi, transitati inesorabilmente da Muntari e pronti per altre controfigure di pari valore. Per il secondo (terzo?) anno consecutivo “arriva qualcuno se qualcuno parte”, in effetti qualcuno puntualmente parte salvo tornare dopo un po’, dopo di che però non arriva nessuno. O meglio, arrivano una serie di nessuno.

Non è giusto dare sempre la colpa ai titolari virtuali del club Milan Ac. Ci era stato garantito che il Presidente ha manifestato un entusiasmo rinnovato e crescente. Siamo al 10 luglio, la “squadra” si è radunata in attesa dei vari nazionali, di questo entusiasmo non vi è traccia (così pure della presenza), poiché di Berlusconi e del Milan si parla soltanto per le sue battute estive circa Balotelli, delle cessioni del marchio a fantasmi d’Oriente e di Occidente, della sua spartizione natalizia della carica di amministratore delegato tra la scalpitante puledra Barbara e l’offeso Galliani. Oltre naturalmente dei suoi molteplici summit con spaghetti e provola parlando di calcio e dintorni.

La triste verità del raduno del Milan 2014-2015 con gli abbonamenti lievitati e gli abbonati destinati a diminuire di nuovo, è che oltre a all’assenza di nuovi acquisti degni di tale definizione, brilla l’assenza del Presidente. A Casa Milan, a Milanello, in tribuna, ovunque se ne dovesse sentire il bisogno. Si prosegue seguendo la rotta delle ultime 2 fallimentari stagioni, navigazione a vista con lanterne e fari di fortuna. Ma chissà, continuiamo a pensare positivo. Magari prima o poi quando la nave sbatterà contro l’ennesimo iceberg, il Comandante provvederà a riparare non con le solite pezze arrugginite, ma tornando a servirsi di un equipaggio credibile in un cantiere all’avanguardia.

Per il momento, nonostante il concerto dei violini si faccia viepiù assordante, il Titanic resta metà sommerso. Senza scialuppe di salvataggio all’orizzonte. Forza Milan.

per Milannews.it

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