Rami, dal sofferto ritorno alla panchina: tanta concorrenza ma grande voglia di imporsi al Milan
Matteo Calcagni
L'unico acquisto del luglio rossonero è stato anche uno tra i più sofferti: il ritorno, definitivo, di Adil Rami. Il francese ha atteso oltre due mesi perché il trasferimento andasse in porto, riducendosi anche lo stipendio perché il Milan potesse soddisfare le richieste del Valencia. Una firma voluta e sudata, per proseguire una bella avventura iniziata a gennaio 2014. Da quell'accordo, tuttavia, l'estate del colosso transalpino non è stata semplicissima, tra una rinnovata concorrenza e alcune amichevoli non proprio straordinarie. A fine agosto è addirittura emersa la possibilità di una cessione, al Monaco, ma un tweet dello stesso Rami ha spento ogni dubbio: "Sono rossonero e non mi muovo dal Milan. Forza Milan, con molto rispetto al Monaco".
LA NUOVA CONCORRENZA - Se Rami era di fatto un inamovibile con Clarence Seedorf, la sua posizione si è parzialmente modificata dopo l'arrivo di Alex. Inzaghi ha posto il brasiliano come baluardo della sua retroguardia, come dimostrato nel primo match ufficiale contro la Lazio. A fare coppia al verdeoro abbiamo trovato Zapata e non Rami, scelta legata forse allo stato di forma, forse a motivazioni tattiche. Il colombiano è certamente più rapido del francese, accostandosi più naturalmente ad un centrale roccioso come Alex. Questo non significa che non vedremo più Rami in campo: molto dipenderà dalla tipologia di attaccanti che affronterà il Milan, così come dalle condizioni del verdeoro ex PSG. Il transalpino ha già dato dimostrazione di essere uno dei migliori difensori della rosa rossonera, un aspetto che, unito al suo essere Milanista, non possono che riportarlo in auge.


