Milan, a Parma la prova del nove per poi guardare la Juve negli occhi. Tanta qualità suggerirebbe di oliare il 4-2-3-1
Carlo Pellegatti
La prova del nove. Contro il Parma, il Milan è atteso da una partita che deve confermare la brillante prestazione del debutto. Non solo sotto l'aspetto del gioco, ma anche sotto quello dello spirito, della feroce determinazione, della voglia di cancellare subito i tribolati mesi della scorsa stagione. Certo l'idea di battere i parmigiani di Donadoni, avversari in ogni caso ostico, con la prospettiva di affrontare la Juventus, forse con qualche assenza importante, guardandola negli occhi e non vedendo solo una schiena lontana, spinge al sorriso i tifosi rossoneri, che vogliono tornare a respirare l'aria rarefatta delle vette, vogliono dimenticare tutti i miasmi inalati durante un'estate maleodorante per i cattivi pensieri. Insomma, grazie allo spiritaccio di Inzaghi si sta per tornare alla normalità, quella del pensare in grande, quella di essere temuti, quella dell'animus vincendi. Il prossimo ostacolo per il giovane allenatore è rappresentato dalla gestione tecnica della rosa. Non parlo di quella umana perché Pippo Inzaghi è stato grande giocatore e conosce, fra le pieghe, l'animo dei suoi ex colleghi. Sottolineo l’aspetto tecnico, invece, perché l'allenatore riesca a studiare le migliori soluzioni per esaltare un gruppo oggi molto, molto qualitativo. Per mia grande gioia! Sto già immaginando infatti le verticalizzazioni e le veroniche di Fernando Torres, la testa alta di Jack di Cuori, mentre non conosco ancora a fondo le qualità di Van Ginkel. Ha però sangue olandese, si chiama Marco, quindi le basi sono già eccezionali.
Certo il motto per molti è ancora "Stiamo tra il calmo ed il molto calmo". Invece io volo subito in alto, fra i cirricumuli, immergendomi nella troposfera dell’entusiasmo. Avevo voglia di accarezzare le aquile, dopo avere passato molte settimane, troppe, disturbato dalle rane che gracidano e dal frinir delle cicale. Molto poetico se volete, ma troppo a contatto con la terra di una classifica mediocre. Tornando a Pippo ed alle sue future strategie, il tecnico deve studiare come tenere equilibrio e organizzazione, pur inserendo Fernando Torres, Bonaventura e magari anche Van Ginkel, senza lasciare in panchina Menez o Honda. La soluzione apparentemente più semplice sarebbe quella di schierare un 4-2-3-1 ma, dopo avere messo in campo contro la Lazio una squadra ben oliata, Inzaghi rifletterà bene prima di proporre un assetto relativamente nuovo, da provare dunque nel corso delle sedute settimanali. Intanto attendiamo venerdì la visita di un Presidente che è tornato a emozionarsi per i suoi Ragazzi, che è tornato a emozionare i suoi Ragazzi. Il confronto settimanale sarà certamente utile a Superpippo, che è intelligente e quindi umile, pronto ed aperto alle opinioni ed ai consigli del Dirigente più vittorioso della storia. Comunità di intenti, un gruppo che mastica insieme filo spinato, un gioco propositivo e veloce, Silvio Berlusconi motivato, un tecnico furente nella sua determinazione. E questo il Milan che tutti vogliono!


