Ronaldinho e l'anno del risveglio
Stefano Maraviglia
Sembrava lontano dagli antichi splendori, ma con impegno, costanza d'impiego e un modulo che lo favorisce, Ronaldinho è tornato a scaldare l'animo del popolo rossonero. Lo scorso campionato tutti sappiamo come fu discordante: ad un girone d'andata più che positivo, seguì un ritorno piuttosto anonimo (dovuto anche allo scarso impiego). Quest'anno più di qualcosa è cambiato. L'avvento di Leonardo ha creato un ambiente diverso, ma non meno serio rispetto al passato. L'inizio in salita della squadra ha responsabilizzato tutti, in primis lo stesso Leonardo, trovatosi a richiamare il gruppo all'ordine e dare più di quanto possibile. Lo sprono elegante, ma diretto, ha riguardato in prima persona Ronaldinho, eletto nuovo faro dell'attacco rossonero. Il brasiliano, come tutti i n.10 in genere, non ha avuto una costanza lineare, ma è riuscito ad entrare da protagonista nei meccanismi offensivi del Milan, rendendosi molto utile alla causa, con l'impegno espresso in campo e l'importanza delle sue giocate, risultate molto spesso decisive. Il ritrovato brio del "Gaucho" ha portato giovamento allo spettacolo, ai compagni e alla squadra. La sua imprevedibilità costringe la difesa avversaria ad una marcatura spesso raddoppiata, il suo piede mette in condizione i compagni di rendersi quanto mai pericolosi.
Non a caso, il n.80 rossonero risulta ad oggi il secondo miglior marcatore del Milan (dopo Pato), anche se le reti siglate spesso sono frutto di calci piazzati. La sua freddezza e maestria lo rendono un elemento sempre affidabile sia dagli undici metri, che per soluzioni balistiche da distanza più ragguardevole. Indubbie le doti tecniche di Ronaldinho, che stupiscono solo pochi disinformati, ciò che colpisce è l'efficacia nelle vesti di "assist-man". Il fantasista ex Barça si è reso finora protagonista di 8 assist, che lo hanno lanciato in vetta alla classifica dei migliori della stagione. Le sue giocate sono risultate fondamentali in 13 occasioni, che equivalgono ad altrettante reti siglate dal Milan tra Campionato e Champions League. Come già detto, gran parte del merito va a Leonardo, che ha saputo sì collocare Dinho in uno schieramento estremamente offensivo, ma ha prima di tutto motivato il giocatore, responsabilizzandolo a dovere. Quello che a detta di molti somigliava ad un capriccio presidenziale, si sta pian piano dimostrando una scelta quanto mai azzeccata.


