Dubbi, speranze e la ricetta di Gasperini
Francesco Somma
Si riparte. Il Genoa di Gasperini, bello e veloce soprattutto in casa, è ospite di un Milan che, malgrado il rovescio casalingo a tinte rosanero, ha chiuso il 2009 in maniera eccellente: una sola sconfitta nelle ultime 10 partite. Il ritorno alle ostilità è animato da dubbi e speranze. Queste ultime, alimentate dal fatto che in casa, contro avversari di livello medio-alto che giocano e fanno giocare, il Milan dà sempre il meglio; i dubbi (e speriamo nient’altro) sono il pegno minimo da pagare per le vacanze appena concluse: che Milan troveremo? Beckham è veramente quello della passata stagione? Ronaldinho ha conservato l’ispirazione di novembre? Nella conferenza stampa di ieri, Leonardo – fatta eccezione per Seedorf, non convocato, e Pirlo che non è al top – è parso molto rassicurante sulla condizione psico-fisica della squadra e sulla immutata disponibilità di Beckham, che risultò molto utile la scorsa primavera. Tutti uniti, dunque, in vista del “Gennaio terribile”: Juve, Inter e Fiorentina; Genoa, Siena e Livorno, tutto in 25 giorni a partire da oggi, senza dimenticare il duplice impegno in Tim Cup contro il Novara.
Per una squadra che nell’ormai proverbiale, e difficilmente intercambiabile, 4-2 e fantasia sembra aver dichiaratamente trovato la propria identità, affrontare tanti importanti impegni ravvicinati potrebbe essere un’impresa invalicabile. A prescindere da ogni considerazione tattica, a farci ben sperare sono soprattutto due fattori: gli 11 risultati utili consecutivi, messi a segno dal Milan nelle ultime partite, il tutto condito dalla qualificazione agli ottavi di Champions, totalizzando 11 punti e una sola sconfitta. In secondo luogo, Leonardo è consapevole dell’importanza di motivare al meglio gli uomini che ha a disposizione e finora, in questo senso, ha fatto un buon lavoro: se questa squadra è tornata a credere nei propri mezzi, il merito è soprattutto suo; se alcuni elementi, come Nesta e Ronaldinho, che molti sapienti consideravano vecchi e buoni a nulla fino a qualche mese fa, stanno disputando un campionato eccellente, lo dobbiamo (noi e i diretti interessati) in gran parte al tecnico brasiliano, umile e discreto, proprio come il collega che stasera si troverà a fianco. Quel Gasperini capace di spremere un calcio bello, divertente ed efficace da ogni singolo membro della rosa, e che per questo motivo, in silenzio, pochi mesi fa trovò la ricetta perfetta contro le troppe partite: adattare i giocatori, al gioco, non viceversa. Uno su mille ce la fa…


