Milan, primo bilancio. A gennaio due reparti da rinforzare. Caso Mexes: 4 milioni l'anno e zero minuti giocati
Antonio Vitiello
Primo bilancio stagionale per il Milan. Le sei giornate hanno portato in dote undici punti ma la sensazione generale è che la squadra avrebbe potuto chiudere alle spalle della Juve con quindici punti. Escludendo il ko interno con i campioni d’Italia in carica, sono state più amare del previsto le due trasferte contro Empoli e Cesena. I quattro punti persi per strada potrebbero pesare nel corso del torneo, in cui il Milan può puntare al terzo posto. Queste prime giornate hanno mostrato una concorrenza distratta e probabilmente non del tutto adeguata per la corsa Champions, il che lascia ben sperare. Napoli, Inter e Fiorentina sono impegnate anche in Europa League e alla lunga avranno difficoltà a gestire il doppio impegno. I primi effetti si sono visti sui nerazzurri che nel giro di una settimana hanno preso due scoppole memorabili, bel 7 gol subiti dai ragazzi di Zeman e Montella. Il Milan invece ha la possibilità di preparare le partite con più dedizione e questo è un enorme vantaggio. Il problema però è riuscire a non sprecare le occasioni. I punti lasciati per strada a Cesena e Empoli dovranno insegnare ai rossoneri che ogni partita va giocata a mille. Il Milan non può permettersi un altro anno fuori dall’Europa, ogni punto guadagnato è un passo verso il traguardo.
La squadra ha mostrato parecchie lacune in questi primi 540 minuti giocati. Distrazioni difensive e amnesie preoccupanti da parte di alcuni singoli. Gli errori di Diego Lopez, Abbiati, Bonera, De Sciglio, Zapata e tanti altri (Muntari contro il Chievo ha rischiato il patatrac) devono essere limitati. Sono disattenzioni che rischiano di buttare al vento un’intera partita (e forse la stagione). La sosta per gli impegni delle Nazionali offre a Pippo la possibilità di lavorare con più serenità sulla testa dei giocatori e su alcune pecche da correggere.
Allo stesso tempo è evidente che il reparto più funzionante del Milan è l’attacco. C’è parecchia rotazione e i sostituti sono all’altezza (al punto da tenere in panchina gente come Pazzini e El Shaarawy). I due reparti invece da rinforzare a gennaio sono centrocampo e difesa. In mediana De Jong e Poli offrano garanzie, Muntari vive di alti e bassi, Montolivo è tutto da verificare dopo il lungo infortunio, mentre Saponara non ha mai inciso più di tanto (tra l’altro ancora fermo ai box). Essien è in evidente fase calante e Van Ginkel sembra piuttosto fragile (tra l’altro in prestito secco). Un possibile nuovo titolare potrebbe dare a Inzaghi maggiori alternative, una sicurezza in più al momento delle scelte di formazione. Un giocatore in grado di alzare la qualità del centrocampo.
Il Milan ha poche alternative sulle fasce, se Abate sta fermo per un raffreddore la coperta diventa corta. Al centro della difesa invece le alternative non mancano però ci sono elementi non all’altezza e mal considerati da Inzaghi. La situazione di Philippe Mexes ad esempio è emblematica. Il giocatore che guadagna di più al Milan, 4 mln di euro netti a stagione, non ha ancora giocato un solo minuto in campionato. Nemmeno nei tempi di recupero. Le gerarchie a questo punto sono chiare. Il francese non rientra nei piani e sarebbe dovuto partire durante l’estate. L’ex Roma è in scadenza di contratto e a gennaio il Milan proverà a piazzarlo almeno per risparmiare gli ultimi mesi di stipendio. Dei sette giocatori ancora non utilizzati da Inzaghi fin qui (Agazzi, Albertazzi, Mexes, Zaccardo, Montolivo, Saponara e Mastour), il francese è sicuramente il caso più spinoso. Se non fosse per lo spreco di denaro che sarebbe potuto servire per acquistare un altro rinforzo.


